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Porti della Sicilia

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Porti della Sicilia 2018-02-04T11:07:17+00:00

Porti della Sicilia

Tavola 53 Da Capo Rasocolmo a Capo Calavà
con il Golfo di Patti e l’Isola di Vulcano

A est di Milazzo predomina la spiaggia, che si estende fino a Capo Rasocolmo. Il Capo di Milazzo è l’estremità nord del promontorio collegato alla terraferma da un istmo. La zona è circondata da numerose secche rocciose e dagli scogli della Portella: prestare attenzione. Sul punto estremo di Capo Milazzo si trova una torre cilindrica tutta bianca con sopra il fanale n. 3268. A ovest si apre il Golfo di Patti dove, rispetto all’andamento della costa, spicca Capo Calavà che si protende verso nord.

La costa è alta e rocciosa e scende a picco sul mare. Nella zona ovest del capo si trova un breve tratto di spiaggia mentre il lato est si presenta roccioso. A SE del Capo viene periodicamente calata una tonnara: prestare attenzione. Nella parte più interna del golfo di Patti si trovano due scogli emergenti a quasi mezzo miglio dalla costa. Il maggiore dei due è noto come Pietra di Patti ed è alto circa 30 m. A poco meno di un miglio a SE del villaggio di S. Giorgio, distingubile per uno stabilimento di tonnara e una chiesa senza campanile, c’è una secca e uno scoglio affiorante, rispettivamente a 70 e 150 m da terra. Nel punto più rientrante della baia tra Milazzo e Capo Tindari sorge il Marina di Portorosa, vicino alle rovine dell’antica Tindari.

Tavola 54 Isole Eolie

Un ampio rilievo sottomarino con numerose sporgenze sommerse è la base dalla quale emergono le isole Eolie. L’insieme è costituito principalmente dalle sette isole di Vulcano, Lipari Salina, Alicudi, Filicudi e Panarea con il gruppo degli isolotti e Stromboli. Sono tutte di natura vulcanica, con coste alte e rocciose che scendono a picco sul mare. L’estremo Sud dell’arcipelago è segnalato dal faro di Vulcano (il n. 3280), posto a Punta dei Porci, al livello del mare, su di una torre alta, sita su di un edificio a due piani, tutti bianchi.

All’estremo nord si trova il faro di Strombolicchio (vedere più avanti), mentre Capo Faro a NE di Salina è segnalato dal faro n. 3296, posto su una torre ottagonale addossata ad una costruzione gialla. Anche Panarea è segnalata da una faro (il n. 3304), posto sulla Punta Peppemaria, su di un traliccio troncopiramidale bianco.

Il passaggio tra Vulcano e Lipari è molto stretto ed, in condizioni meteo avverse, mare e vento possono moltiplicare il loro effetto. Il fondale è profondo. Strombolicchio è uno scoglio di forma massiccia con le pareti che scendono a picco sul mare. Nella parte NW dello scoglio si nota una scala intagliata nella roccia. Sull’estremità dello scoglio si trova una torretta cilindrica bianca con sopra il fanale n. 3310. Provenendo da est non è ben visibile perché nascosto da una sporgenza della roccia.




Tavola 55 Isole Eolie – Alicudi e Filicudi

Facenti parte delle Eolie, queste due isole sono anch’esse di natura vulcanica . Alicudi, quella più ad occidente delle due, ha il versante ovest scosceso e disabitato mentre quello est è collinoso. Le coste, in numerosi punti, sono circondate da scogli e secche vicino alla riva. L’isola di Filicudi spicca con Capo Graziano che, rispetto all’andamento della costa, si protende verso sud. Il Capo, promontorio di roccia rossastra, è collegato al resto dell’isola attraverso un istmo. A nord del Capo si nota una insenatura detta Porto, sul cui fondo si vede una spiaggia di ciottoli. Antistante questa zona è vietata la pesca e l’ancoraggio per il passaggio di cavi sottomarini.

Tavola 56 Da Capo d’Orlando a Punta Finale

Capo d’Orlando è caratterizzato da un’altura rocciosa con sul sommo un santuario. Sulla punta c’è il faro. Subito dopo e fino a Punta Caronio corre lungocosta la spiaggia coronata da colli alti. Punta Finale è l’estremità di un promontorio roccioso e si presenta con le pareti dirupate di color rosso. Ci sono varie secche e scogli intorno alla punta. Tre miglia a ESE, vicino alla riva, ci sono gli Scogli del Corvo.

Tavola 57 Da Punta Finale a Capo Zafferano

Capo Cefalù si distingue per il colle con un castello in rovina, di cui il capo è l’estrema punta rocciosa. Il faro si eleva sopra una costruzione bianca. Subito dopo, tra il Capo e Punta S. Lucia, a circa 400 m. dalla riva ci sono due secche, di cui una di 2 m. Capo Plaia è basso e roccioso e circondato da tanti scogli affioranti quasi a riva. Nella rada davanti a Termini Imerese si può ancorare,su un fondo fangoso mediocre tenitore.

Capo Zafferano si presenta roccioso e massiccio, collegato alla terraferma da una bassa lingua di terra. Sopra il Capo si trovano i ruderi di una torre. Sull’estremità vi è una torre ottagonale bianca con costruzione, tutte bianche con sopra il fanale n. 3244. Numerosi sono gli scogli affioranti che si trovano in questa zona. Si segnalano la Secca di Chianca a 4 m di fondo e lo scoglio Formica, ancora più a SE, affiorante e poco visibile. A Sud del capo si può ormeggiare, al riparo dai venti del III e IV quadrante.

Tavola 58 Da Capo Zaferano a Capo Rama
con il Golfo di Palermo e la Baia di Carini

Superato Capo Zafferano e l’Isolotto un grosso scoglio a nord del capo, siamo nel Golfo di Palermo. Attorno alla città di Palermo si notano dal largo il Monte Catalfano a sud ed il Monte Pellegrino a nord, alto 600 m e con sopra una costruzione con tralicci di antenne RAI e l’antico Semaforo. All’estremo nord si trova Capo Gallo: osservandolo da diverse miglia di distanza esso sembra staccato dalla costa e da Monte Pellegrino, come un’isola.

Il faro n. 3204 si trova al livello del mare, posto in una torretta cilindrica affiancata ad una costruzione, tutti di colore bianco. Nella Baia di Carini si può ancorare ridossandosi dal vento su un fondo buon tenitore. Punta Raisi si presenta bassa e rocciosa. Spicca la torre di controllo dell’omonimo aeroporto, colorata a fasce bianche e rosse. Vi è posto un aerofaro (3184) con portata luminosa di 35 M che emette luce alternata bianca e verde. Su Capo Rama, roccioso, vi è un’antica torre cilindrica semidiroccata che, nella direzione est-ovest, appare forata.

Tavola 58a isola di Ustica

Di origine vulcanica, l’isola, proveniendo da est o da ovest, appare come due isolotti separati. Monte Guardia dei Turchi è il punto più alto, 244 m. Lungo la costa dell’isola di Ustica spicca Capo Falconara, sporgente e roccioso con la Punta Omo Morto sulla cui sommità si trova una torre addossata a costruzione ad un piano, di colore bianco con sopra il fanale n. 3186-E 1996. Proseguendo ad ovest della punta, la costa è rocciosa e scoscesa, di difficile accesso. Si segnala a nord di Punta Gorgo Salato la presenza della secca Colombara. Il faro n. 3194-E 2000 di Punta Gavazzi (quello a SW) è posto in una torre cilindrica bianca.

Tavola 59 Da Capo Rama a Trapani
con il Golfo di Castellammare e Capo S. Vito

Dopo la Baia di Terrasini e Capo Rama si apre il Golfo di Castellammare. La costa è contraddistinta da una lunga spiaggia sabbiosa fino all’abitato di Castellammare. Sovrastata dal monte Monaco, la penisola che chiude il golfo termina con Capo S. Vito. Sull’estremità del capo si nota il fanale n. 3170 su di una torre cilindrica con edificio, tutti bianchi. A nord del capo vi è una secca rocciosa con fondali bassi. Questo punto di incontro di venti e correnti, proteso ed a picco su un mare che degrada rapidamente ad oltre 600 m, con il cattivo tempo è causa di violenti frangenti: si consiglia di tenersi a largo. Lungo la costa a nord di Trapani spicca Punta S. Giuliano di natura rocciosa, dalle coste basse e sovrastata da edifici muniti di diversi fumaioli. La punta è dominata dal monte S. Giuliano sulla cui sommità si trova il paese di Erice.

A nord di Punta S. Giuliano si trova lo Scoglio Asinelli di colore nero e con coste basse; sulla sommità vi è un candelabro con riservetta a fasce rosse e nero con sopra il fanale n. 3166. Lo scoglio è circondato da una secca rocciosa che si estende, in particolare modo, nella zona verso W. Quasi 3 M a NW di Trapani, si trovano gli Scogli Porcelli, sui quali è posto il fanale n. 3132, su di una torre cilindrica in muratura. Tra questi e la costa vi sono diverse secche e scogli pericolosi: la Ballata, con 3,4 m di fondo, la Pallatella con 3 m; lo scoglio Palumbo con sopra il faro n. 3138; lo Scoglio Malconsiglio.

Tavola 60 Da Trapani a Marsala con le Isole Egadi

L’arcipelago è formato dalle isole di Favignana, Levanzo, Marettimo, unitamente all’isolotto Maraone. Il rilievo maggiore è quello di Marettimo con Monte Falcone alto 686 m. Nella costa SW, a Punta Libeccio, leggermente arretrato vi è il faro n. 3112: la punta, in pratica, è un isolotto staccato dalla costa di soli 2 m. Anche Favignana si nota con Monte S. Caterina, alto 302 m. All’estremo ovest dell’isola, su Punta Sottile vi è il faro n. 3104 posto su una torre cilindrica con alla base una costruzione. A poche centinaia di m dalla costa, verso NW, vi sono dei relitti con soli 2 m d’acqua dalla superficie. L’isola ha un altro faro all’estremo SE (Punta Marsala): vedere più avanti. In tarda primavera e all’inizio dell’estate attenzione alla tonnara nella parte settentrionale dell’isola. All’estremo nord dell’isola di Levanzo, a Capo Grosso, si trova il faro n. 3124 su di una torre cilindrica bianca addossata ad una costruzione. E’ stata istituita, nel mare intorno all’arcipelago, una Riserva Naturale Marina chiamata “Isole Egadi” comprendente quattro tipi di zone diverse: zona “A” di riserva integrale, “B” di riserva generale, “C” di riserva parziale e “D” di protezione.

All’estremità NW dell’isola Grande si trova Punta Scario che, con una parte della costa dell’Isola di Favignana, delimita il Passo di Punta Marsala. In questo tratto si trova una piattaforma fissa denominata NARCISO 2. La Punta è circondata da una secca assai estesa che restringe il passaggio tra la Punta e l’Isola di Favignana. Il punto di massima estensione della secca è segnalato da una meda elastica cardinale ovest con riflettore radar ed il fanale n. 3096-E 1947.5. A Punta Marsala, sull’isola Favignana si trova il faro n. 3100, posto in una torretta cilindrica bianca, affiancata ad una costruzione

Tavola 61 Da Marsala a Capo S. Marco

La costa a Capo Feto si presenta bassa e frastagliata. Il capo, bassissimo, ha sopra una costruzione a due piani, con il fanale n. 3076. La zona è circondata da basso fondale: passare a distanza, specialmente di notte. Il Canale di Sicilia è attraversato da condutture sottomarine di diversi gasdotti la cui parte terminale si trova all’altezza di Capo Feto, segnalata da un palo con un miraglio ad X , tutto giallo e lettera “G”. Di notte è attivato un fanale a luce gialla. Nella zona è vietata la pesca e l’ancoraggio: si consiglia di consultare la Capitaneria di Porto per ulteriori informazioni.

Nel canale affiorano diverse secche dette anche banchi, per la loro estensione. Ad ovest delle Egadi si trovano lo Skerki e il banco Silv. con lo scoglio Keit, affiorante a 30 cm sott’acqua. Più a Sud, vi sono il Talbot, l’Avventura ed il Graham: quest’ultimo con 8 m d’acqua. Oltrepassato il canale, a SSE di Pantelleria, si trova il gruppo delle Isole Pelagie costituito da Linosa, Lampedusa e Lampione. Solo le prime due sono abitate. Capo Granitola è basso e sormontato da un faro su una torre cilindrica posto su un caseggiato bianco. Subito a E si apre una larga insenatura fino a Capo S. Marco, dove c’è il faro su un casotto color bianco.

Tavola 61a Isola Pantelleria

L’isola, di natura vulcanica, presenta innumerevoli alture chiamate “Cuddie” ovvero resti di antichi crateri vulcanici (Cuddia Attalora e Cuddia Fetente). Alcuni di questi crateri sono utilizzati per la coltivazione di vigneti. Oltre alle “Cuddie” sono note le “Favare”, sorgenti di vapore a temperatura elevata che fuoriescono dai crepacci delle rocce vulcaniche. A nord del paese su Punta S. Leonardo si trova una lanterna bianca su caseggiato giallo, con il fanale n. 3018-E 2098.

A Punta Spadillo vi è il faro n. 3014-E 2094, posto su una torre cilindrica edificata su una costruzione a due piani. A Punta Limarsi, alta e frastagliata con la nota Grotta del Contrabbando nel lato W, si trova il faro n. 3036-E 2106, posto su un candelabro su riservetta di colore bianco. Nell’isola si trovano complessivamente 6 approdi: il principale è quello di Pantelleria-paese; poi vi sono Scauri, Porto Dietro Isola, Cala di Levante, Cala di Tramontana e Campobello.

Tavola 61b Isole Pelagie

A SSE di Pantelleria si trova il gruppo delle Isole Pelagie, situate nella piattaforma continentale africana, costituito da Linosa, Lampedusa e Lampione. Ad eccezione di Lampedusa, la principale, non ci sono ripari e ancoraggi sicuri. Linosa, di origine vulcanica, si trova a 23 M per NNE da Lampedusa; è brulla e con scarsa vegetazione.

L’altura principale è il Monte Vulcano, di 195 m. L’abitato, vivace con le case dipinte a diversi colori, è nella parte SW dell’isola. Lampione, disabitato, è un isolotto a 10 M a WNW di Lampedusa, alto 40 m e con le coste a picco. Lampedusa è formata da un tavolato calcareo la cui massima altezza è 133 m. La costa a nord e ovest è a picco e spesso inaccessibile, mentre a Sud e Est è più frastagliata e vi si aprono diverse cale. Ottimo ancoraggio e molto pittoresco nelle vicinanze dell’Isola dei Conigli, unita alla terra da una lingua di sabbia.

Tavola 62 Da Capo S. Marco a Capo Rossello

Davanti a Sciacca si può ormeggiare in rada, a SW del porto, ben riparati dai venti del I e IV quadrante. Con il ponente conviene ripararsi dietro Capo S. Marco (segnalato dal faro n° 3006 posto su una torre bianca), su un fondale di sabbia buon tenitore. La costa fino a Capo Bianco è ondulata e verde. Le coste di Capo Rossello sono alte e a picco sul mare. Sulla sommità del capo si trova una torretta su costruzione, tutte bianche, con sopra il fanale n. 2998. Esso è circondato da numerose secche e scogli affioranti. A SE del capo, circa 280 m, si trovano due scogli bassi: gli Scogli Gucciarda.

Tavola 63 Da Capo Rossello a Licata

La costa tra Capo Rossello e Porto Empedocle è alta e scoscesa e ha una spiaggia alla base. Da Porto Empedocle partono i traghetti per le Isole Pelagie. La costa fino a Licata è frastagliata e spesso punteggiata di scogli. Attenzione fuori da Punta Bianca allo Scoglio Pietra Patella, a circa 600 m. dalla punta, e ancora prima, a 0,7 M fuori dalla foce del fiume Naro, alla Secca Bottazza, una roccia coperta da 2 m d’acqua.

Tavola 64 Da Licata a Marina di Ragusa

A E di Licata diventa sempre più sabbiosa e fino a Capo Scalambri corre la spiaggia. Il Capo Scalambri si presenta con coste basse e rocciose. Sul capo si trova una torre cilindrica bianca con sopra il fanale n. 2942. La zona è cosparsa da scogli affioranti. Ad est del capo si trova un’insenatura che, protetta da una scogliera naturale, offre riparo per le barche. Tre miglia a Sud del capo, si trovano sul fondo tre teste di pozzo, una delle quali si innalza dal fondo per circa 20 m. Un miglio a SW si trova invece un relitto che raggiunge quota 5 m dalla superficie.

Tavola 65 Da Marina di Ragusa a Lido di Noto con Capo Passero

La costa da Capo Scalambri a Capo Passero è alta e di natura argillosa. Il Capo Passero è costituito da una vera e propria isola separata dalla terraferma da un guado di basso fondale. Essa è arida e la costa è ripida nella parte verso il mare aperto; decliv. invece verso la costa siciliana. Sulla sommità dell’isola si trova una torre bianca sullo spigolo di un vecchio castello con sopra il fanale n. 2922. A NE del capo, vi sono insediamenti militari e la zona è soggetta a regolamenti di vario genere (esercitazioni navali, subacquee ed aeree): si consiglia di consultare la Capitaneria di Porto per le prescrizioni in vigore. Nella zona viene calata ogni anno una tonnara.

L’estremo Sud della Sicilia è l’Isola delle Correnti, unita alla costa da un basso istmo soggetto ai marosi. Sull’estremità vi è il faro n. 2926, posto su una piccola torre affiancata a costruzione. A Sud di Punta delle Formiche vi sono scogli affioranti; più al largo, una secca. Passato Capo Passero e arrivati sul versante est della Sicilia, la costa fino a Lido di Noto è bassa e arida.

Tavola 66 Da Lido di Noto a Capo Campolato con Siracusa e Augusta

A Capo Murro di Porco la costa è frastagliata e rocciosa. Sul capo si trova il fanale n. 2910, posto su una torre poligonale bianca. La zona tra Capo di Murro e Capo Ognina è attraversata da cavi sottomarini: sono vietati la pesca e l’ancoraggio. La punta a Capo S. Croce, dalle coste basse e rocciose, si protende verso SE come uno sperone e termina con uno scoglio appena affiorante. A nord del capo si trova una torre cilindrica bianca, con il faro n. 2820 e la costa è rocciosa e frastagliata.

Tavola 67 Da Capo Campolato a Capo Schiso’ con Catania

A Sud di Catania la costa è formata da una bassa e sabbiosa spiaggia. Ad Aci Trezza sono riconoscibili i caratteristici Isolotti I Ciclopi o Faraglioni delle Trizze. Attenzione nella zona di mare tra gli isolotti e Aci Trezza a una secca il cui sommo roccioso è coperto da 1,2 m. d’acqua. Il Capo Molini è una muraglia nerastra di natura vulcanica. Il faro di Capo Molini, n. 2788, è ben evidente con la sua costruzione composta da una torre quadrangolare, Torre S. Anna, su edificio, tutti bianchi. A SW del fanale, nei pressi della costa, si erige una chiesa circondata da piccole costruzioni.Verso nord e fino a Riposto la costa si abbassa ed è coltivata, si alternano case e villaggi e si aprono ogni tanto spiaggette. Nell’entroterra domina l’Etna.

Tavola 68 Da Capo Schiso’ a Capo Peloro con lo Stretto di Messina

Capo Schisò è basso e di color nero, dovuto a un lungo torrente lavico dell’Etna. Subito dopo si apre la rada di Taormina, dove si può ormeggiare su un fondo buon tenitore. La costa fino allo stretto è caratterizzata da monti che arrivano fin sulla spiaggia. Nella zona di Capo Peloro si abbassa e la punta è sabbiosa. Lo stretto è trattato ampiamente nella regione Calabria.