
La costiera cilentana – che a differenza di altre località campane è scampata alla cementificazione mantenendo pressoché integra l’originaria bellezza del suo ambiente – inizia dalla ridente città di Agropoli, dotata di un ampio porto turistico collegato da una scenografica scalinata, “i gradoni”, al grazioso centro storico medievale, cinto da mura e arroccato su una rupe.
La costiera cilentana – che a differenza di altre località campane è scampata alla cementificazione mantenendo pressoché integra l’originaria bellezza del suo ambiente – inizia dalla ridente città di Agropoli, dotata di un ampio porto turistico collegato da una scenografica scalinata, “i gradoni”, al grazioso centro storico medievale, cinto da mura e arroccato su una rupe.
A un paio di miglia è di rigore un tuffo nei pressi della piccola e disabitata isoletta di Licosa su cui è piantato un faro bianco. La cingono limpide acque turchesi, le stesse dove la leggenda vuole sia emerso il corpo della sirena Leucosia che da un’alta rupe si gettò in mare per non essere riuscita a sedurre Ulisse. Di fronte c’è Punta Licosa con le scogliere di “Flysch del Cilento”, una particolare roccia sedimentaria composta da strati di arenaria, argilla e calcare che sott’acqua ospita nelle sue spaccature e anfratti, cernie, murene e aragoste.
Vi si naviga accanto fin oltre Punta d’Ogliastro che si specchia nell’omonima baia azzurra tappezzata di Posidonia Oceanica contigua alla baia Arena, dove si può dare fondo davanti a una lunga spiaggia di morbida sabbia prima di raggiungere, 5 miglia a Sud, Acciaroli. Uno dei borghi più belli del Cilento con case in pietra, viali fioriti, caffè all’aperto e un moderno porto turistico vegliato dalla chiesa della Santissima Trinità del 1100 e la Torre Normanna.
Proseguendo verso Sud le colline si stringono alla costa lasciando solo lo spazio per qualche casa sparsa e il borgo di pescatori di Pioppi, dove visitare il Museo Vivo del Mare e Il Museo vivente della Dieta Mediterranea, tributo quest’ultimo al medico statunitense Ancel Keys che trasferitosi in loco portò avanti per 40 anni gli studi sulla Dieta Mediterranea, riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco nel 2010.
Testimonial dei benefici nel seguirla è stato lui stesso: visse infatti fino a 100 anni. A meno di due miglia si incontra il porto turistico di Marina di Casal Velino, da cui si può raggiungere, via terra, il vicino Parco archeologico di Elea-Velia, grande polis della Magna Grecia, fondata intorno al 540 a.C., nota per un’antica scuola presocratica di filosofia, la scuola eleatica di Parmenide e Zenone.
Da qui la costa del Golfo di Velia ritorna gradualmente bassa e lineare. La orla la lunghissima spiaggia di Ascea chiusa a Sud, dalla rocciosa Punta del Telegrafo da cui puntare direttamente verso la cittadina di Palinuro, situata a circa 6 miglia, dove ormeggiare nel porto o dare fondo nella baia. Un approdo utilizzato sin dai tempi più antichi prima di affrontare lo strapiombante sperone di grigio calcare di Capo Palinuro, temuto per le correnti e i capricci di Eolo.
Il suo profilo di circa un miglio si sfrangia in molteplici picchi alle cui pendici si aprono decine di meravigliose grotte semisommerse da visitare. Ne è l’emblema l’incantevole grotta azzurra, da esplorare anche sott’acqua (con centri sub autorizzati) nuotando in un arcobaleno di colori all’interno di un ampio tunnel che scende dai 20 ai 33 metri, le cui pareti sono tappezzate di gorgonie gialle, briozoi, spugne e madrepore. Oltrepassato il Capo si apre l’imperdibile Cala del Buon Dormire, un piccolo specchio di acqua color smeraldo racchiuso tra le falesie con all’interno una deliziosa spiaggetta. Ne rivela l’esatta ubicazione lo Scoglio del Coniglio situato accanto alla grande baia della Molpa, molto amata dai diportisti che da lì possono godersi la vista dell’omonima alta falesia – erosa alla base da grotte e lingue di sabbia – che termina con l’Arco Naturale piantato su un arenile dorato.
A Est si estende per 4 miglia, all’ombra di una pineta secolare, la spiaggia del Mingardo, seguita da piccoli lidi fino alla cittadina di Marina di Camerota, vivace centro balneare con un capiente e trafficato proprio nei pressi Punta Zancale che segna l’inizio dell’AMP Costa degli infreschi e della Masseta.
Un’area di 2332 ettari che include quasi 8 miglia di litorale caratterizzato da una pletora di magnifiche insenature e spiaggette nascoste nella costa rocciosa, come Cala del Pozzallo, Cala Bianca (si ormeggia al campo boe) e la superba Cala degli Infreschi, un porto naturale con la scogliera piantata nel blu profondo da un lato, e piccole insenature pennellate di candidi ciottoli dall’altro. Li lambisce una gradevole acqua cristallina fresca e poco salata per via della presenza di risorgive marine di acqua dolce a bassa temperatura. L’ultimo tratto dell’AMP segue il profilo montuoso dell’intatta Costa della Masseta, incisa da piccole baie con spiagge lunate, come la baia del Marcellino (Cala dei Francesi) – raggiungibile solo via mare –, ritemprante sosta prima di ormeggiare nel porto turistico di Scario. Un delizioso borgo con un’infilata di case dai colori solari a ridosso della Chiesa dell’Immacolata e svariati ristoranti di buona cucina dove chiudere in bellezza la crociera lungo “il balcone” della Costiera cilentana.