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Porti della Sardegna

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Porti della Sardegna 2018-02-04T18:21:11+00:00

Porti della Sardegna

Tavola 69 Da Capo Coda Cavallo a Capo Ferro con il Golfo di Olbia e il Golfo di Congianus

Arrivando a Capo Coda Cavallo da Sud attenzione allo Scoglio Testa di Moro e, doppiando la punta e passando all’esterno di Molara, agli Scogli I Cerri. Davanti Tavolara due baie offrono un buon ormeggio: Porto Taverna e Porto Istana. L’isola di Tavolara si presenta trasversalmente rispetto all’andamento costiero e può essere superata, sia nel passaggio tra l’Isola Piana, che doppiando Punta Timone. Su quest’ultima, a quota 63 m, è sito il faro n. 1226, posto su di una torretta ottagonale. Viceversa, il passaggio ad Ovest non è segnalato da fanali; inoltre è circondato da bassi fondali e secche pericolose.

Notevoli gli isolotti (I. dei Porri, I. dei Topi). All’isola di Tavolara è proibito l’atterraggio, nonché il transito entro 500 m dalla zona nord: consultare la Capitaneria di Porto. Per tutte le informazioni inerenti l’approdo vedere nella parte finale della trattazione dei porti della Sardegna. Fare attenzione, veleggiando sottocosta, alle raffiche improvvise che scendono dai fianchi della montagna. Anche se aperto a scirocco, su un fondale sabbioso da 3 a 8 m, il miglior ancoraggio è a Punta Spalmatore, dove ci sono anche dei pontili e un ristorante-bar. Attenti agli scogli a Nord e Ovest della punta. Per tutte le informazioni inerenti l’approdo vedere nella parte finale della trattazione dei porti della Sardegna.

Il Golfo di Olbia si stringe, limitato a Sud da Capo Ceraso, circondato da bassi fondali segnalati da boe luminose. L’isola della Bocca è il punto più stretto dell’accesso al porto di Olbia ed è segnalato dal faro n. 1170, posto in una costruzione ben evidente. All’interno, nella rada, vi sono diverse colture di mitili pericolose alla navigazione. Il diporto trova ampie strutture nella parte Nord ove si trovano diversi insediamenti cantieristici ed industriali: vi ha sede anche la Novamarine, produttrice dei noti gommoni, dai pram ai maxi di 10 m. Limite settentrionale del Golfo degli Aranci e quindi del Golfo di Olbia, è l’Isolotto Figarolo sulla costa meridionale, sul quale è posto il fanale n. 1162 su un casotto a fasce bianche e nere alto 6 m. Dopo l’isolotto è situato il porto di Golfo Aranci, terminale anche delle Ferrovie dello Stato.

A Sud l’Isola Tavolara si presenta come un lungo parallelepipedo con una sommità alta ben 500 m e pressochè piana per tutta la lunghezza. Il Golfo di Marinella, dopo Capo Figari, presenta diversi scogli a pelo d’acqua. Poco a Nord della Punta Volpe si trovano diversi scogli affioranti pericolosi per la navigazione. E’ opportuno tenersi ben al largo da essi. La Punta è caratterizzata da una costruzione in pietra con il tetto a tegole rosse, ben evidente. Oltre Punta della Volpe si arriva a Porto Rotondo e al Golfo di Cugnana, dove si è molto riparati ma con forte vento c’è pericolo di scarrocciare facilmente.

Il nome “Costa Smeralda”, che qui comincia, indica, per uso comune, la zona geografica mentre in effetti è un marchio registrato di uso limitato e connesso solo all’omonimo comprensorio che inizia da poco a Nord di Portisco e termina a Capo Ferro annettendo anche la zona di Liscia di Vacca e Poltu Quatu, poco oltre. L’orografia della zona si presenta totalmente rocciosa e con innumerevoli spaccature, fiordi, isole e scogli. Le vicine Bocche di Bonifacio, in particolare nei mesi estivi, sono foriere di venti tesi che si insinuano ovunque girando e raggiungendo punti che potrebbero sembrare ridossati. Durante l’anno, comunque, ogni perturbazione proveniente da ovest si insacca nelle Bocche, influenzando tutta la zona.

Il mare tra la costa e le isole prospicienti, pur protetto, monta sotto la spinta del vento a mo’ di torrente in piena. Innumerevoli le secche e gli scogli affioranti pericolosi per la navigazione, tali da suggerire la massima prudenza e documentazione preventiva. L’isola Mortorio è priva di segnalamenti luminosi; a NE per 0,4 M, si trovano gli Scogli Mortoriotto con sopra il fanale n. 1153, posto su una torretta alta circa 3 m. Ad Ovest si trova l’isola Soffi e più oltre in corrispondenza, a terra, Punta Ligata ove è posto il faro n. 1155, anch’esso sistemato su torretta conica bianca.

Le Isole Poveri sono situate al largo della costa compresa tra Punta dei Capriccioli e Punta Capaccia. La zona è di bassi fondali con innumerevoli e pericolosissimi affioramenti: in particolare, alcuni all’estremo Ovest, che si trovano sulla rotta tra Mortorio e Passo delle Galere, usuale al diporto per il rientro a Porto Cervo, e un altro, la Secca del Principe, a NE. Il gruppo delle Isole Poveri è segnalato sull’isolotto a Nord da una meda cardinale Est (n. 1154.3) mentre sullo scoglio più a Sud c’è un fanale a lampi bianchi posto su di un palo alto 4 m (n. 1154). Nelle vicinanze a sud del Passo delle Galere vi è l’isola delle Rocche: tra essa e la costa è possibile il transito tenendo presente che quasi al centro verso l’isolotto vi è una secca non segnalata di 0,5 m. Il Passo delle Galere è privo di insidie tenendosi bene al centro. Esso è formato dal passaggio tra la costa e le isole Nibani. Quella all’estremo Nord è dotata del fanale n. 1151, sistemato su torretta cardinale Nord, alta circa 3 m. Ad Est del Passo, poco al largo della costa, vi è uno scoglio isolato affiorante, pericoloso.

Tavola 70 Da Capo Ferro a Punta Li Canneddi con le Bocche di Bonifacio, l’Arcipelago di La Maddalena e il Golfo di Arzachena

Al centro delle Bocche di Bonifacio tra Razzoli, Capo Testa e Punta Sperone (Bonifacio, Corsica) si trova lo Scoglio di Lavezzi: si presenta basso e scuro, ma su di esso è posta un’alta torre cilindrica che ne evidenzia la presenza. Lo scoglio appartiene alla Francia: sulla torre è posto il faro n. 0925. A Nord dello scoglio vi sono le isole di Lavezzi e Cavallo anch’esse di nazionalità francese, mentre a Nord Est vi è l’isolotto Perduto e l’omonimo Scoglio Perduto.

Su quest’ultimo è posto il faro n. 0926 su di una torre. La secca a nord dell’isolotto Perduto è invece segnalata da una boa cardinale W, con il fanale n. 0926.2 munita di riflettore radar. Costeggiando la Sardegna verso ovest si incontrano Porto Liscia e Porto Pozzo poi, passato Punta Marmorata e Punta Falcone si arriva a S. Teresa di Gallura. Capo Testa, ad Ovest dell’abitato di S. Teresa di Gallura, consiste in una penisola con un’altezza massima di 127 m, collegato alla costa da uno stretto e basso istmo sabbioso. A Sud del Capo un basso fondale crea quattro secche di 7,8 e 5 m, denominate Piana dell’Ombrello; più ad Ovest vi è la secca del Diavolo con fondali di 7 ed 11 m. All’estremità Nord Ovest del Capo vi è il faro n. 1014, posto su una torre quadrangolare poggiata su un edificio a due piani.




Tavola 71 Da Punta Li Canneddi a Punta Scoglietti con l’Isola Asinara e Porto Torres

Il Golfo dell’Asinara non presenta particolari difficoltà, a parte il maestrale spesso violento. Poco sotto Punta Negra offre riparo il porto di Stintino. Tra la costa e l’Isola Asinara, si trova l’Isola Piana, la quale divide il passaggio in due canali distinti: passaggio dei Fornelli e passaggio della Pelosa. Dei due il più agevole è quello dei Fornelli, anche se risulta molto pericoloso con mare mosso e durante la notte.

Per l’allineamento che consente una navigazione in acque sicure, si utilizzano i pilastrini posti su Punta Salippi per la prima parte della navigazione e sulla precedente Punta per deviare ad ovest nell’uscita dallo stretto. Il transito nel passaggio della “Pelosa” è regolamentato dall’Ordinanza n°27/89 dell’01/06/90. L’Asinara è stata sede di una colonia penale fino al 31/12/96; attualmente l’isola è parco nazionale.

Tavola 72 Da Capo Falcone a Capo Caccia

Su Capo Falcone si trova l’omonima torre, bianca merlata, ad un’altezza di 190 m. Lungo la costa, verso S, troviamo Capo dell’Argentiera, alto 221 m. Poco prima del capo c’è un ancoraggio praticabile solo con il tempo bello. Tra Capo Argentiera e Punta Gessiere un’insenatura, Porto Ferro, permette l’ancoraggio davanti alla spiaggia, ma attenzione al maestrale. Sulla sommità di Capo Caccia, c’è il faro n. 1418, posto in una torre cilindrica su un edificio bianco di tre piani; il promontorio di Capo Caccia è caratteristico per le sue coste di roccia scura a picco sul mare.

Tavola 73 Da Capo Caccia a Capo Marargiu con la Rada di Alghero

Il Capo si presenta con una costa molto alta e rocciosa, con una quota di 209 m. Sottocosta e dal lato W, si trovano le due isole Piana e Foradada; quest’ultima, per quanto piccola, è alta ben 182 m. Tutto il Capo è circondato da acque molto profonde e sicure ed il passaggio tra la costa e le due piccole isole è ben agibile.

Il faro n. 1418 del Capo è posto su di una costruzione a tre piani con sopra una torre cilindrica. Capo Caccia protegge egregiamente la rada di Porto Conte che si apre immediatamente all’interno. Molti sono i ridossi dove ormeggiare a secondo del vento. Oltre Punta Negra, tra Fertilia ed il porto di Alghero, nella rada di Alghero, si trova un basso fondale con due scogli affioranti. Quello più esterno, denominato Isolotto della Maddalena (in gergo locale “La Maddalenedda”), è segnalato dal fanale n. 1415, posto su di una torretta con la parte alta bianca, il corpo rosso, e la cornice della porta e la base, bianche. Al largo del Capo Marargiu e fino ad una distanza di 0,65 M vi sono secche e bassi fondali che montano il mare, creando anche difficoltà.

Tavola 74 Da Capo Marargiu a Capo S. Marco

Nel tratto di costa tra Capo Marargiu e Capo Mannu domina il maestrale e non ci sono rifugi salvo Bosa Marina. Capo Mannu è segnalato dal faro n. 1404, posto su di una torre quadrangolare affiancata ad una costruzione ad un piano, tutte in colore bianco. Davanti la spiaggia scapolato il capo si può ormeggiare a Cala Saline.

A SW del Capo ed a 3,2 M si trova l’isolotto Mal di Ventre che ha a nord degli scogli affioranti ed a sud una secca di 4,5 m; l’isolotto è segnalato dal fanale n. 1402, posto su di un casotto quadrangolare bianco; detto faro emette un settore di luce rossa che evidenzia il pericolo dello Scoglio Il Catalano, circa 6 M a sud. Anch’esso ha nelle vicinanze un ancor più pericoloso scoglio affiorante. Ad est del Catalano vi è Capo S. Marco, propaggine bassa e rocciosa, protezione nord del Golfo di Oristano. Su di esso vi è il faro n. 1390, posto su una costruzione a due piani, con sopra una torre cilindrica.

Tavola 75 Da Capo S. Marco a Capo Pecora con il Golfo di Oristano

Nel Golfo di Oristano un ottimo ancoraggio è, subito dopo aver scapolato Capo S. Marco, davanti alle rovine di Tharros. Solo con il libeccio non ci sono ridossi, a parte il porto industriale di Oristano. Capo Frasca rappresenta l’elemento di protezione sud del Golfo; su di esso è posto il fanale n. 1386, in una costruzione quadrangolare colorata a fasce bianche e nere. La zona è vietata alla navigazione e adibita ad esercitazioni navali ed a quelle dell’Aeronautica Militare: vi sono infatti alcune torri di tiro che spiccano e che sono un discreto punto di riferimento. Verso sud la costa è poco ospitale e arida. Non offre ridossi sicuri.

Tavola 76 Da Capo Pecora a Capo Sperone con le Isole di S. Pietro e S. Antioco

Arrivando da Nord entrando nel Canale di S. Pietro, a NE dell’Isola Piana c’è una brutta secca e lo Scoglio La Ghinghetta, entrambi segnalati da un fanale. Con il bel tempo si può ancorare per un bagno all’Isolotto dei Ratti o all’Isola Piana, dove c’è un grande villaggio turistico. Davanti, sulla punta settentrionale di S.Pietro, si nota il vecchio stabilimento della tonnara, ormai in rovina ma interessante da visitare. Delle due, S. Pietro è realmente un’isola, mentre S. Antioco è collegata alla terra ferma da un basso ponte adiacente l’omonimo porto di Ponte Romano. Le due isole creano un ampio tratto di mare estremamente protetto e con bassi fondali. In particolare la zona tra la terraferma e S. Antioco con un canale navigabile segnalato da paline, diviene a carattere lacustre. Il sopracitato ponte è stato aperto di recente creando sfogo e rinnovo delle acque interne. Notevole è il traffico marittimo di traghetti tra Calasetta, Carloforte e Portoscuso. Nelle adiacenze di Portovesme vi è una struttura industriale che sottolinea pesantemente la propria presenza. L’entrata a Carloforte è una manovra delicata, in cui bisogna rispettare i segnali e fare gli allineamenti per non incorrere nei bassifondi.

L’Isola di S. Pietro ha molte cale bellissime e con ottimi ormeggi. Capo Sandalo rappresenta l’estremità Ovest dell’Isola di S.Pietro. Esso è segnalato dal faro n. 1384 e posto ben in alto su una torre cilindrica costruita su di una costruzione a due piani. Nelle immediate vicinanze è posta l’antenna del radiofaro. A poco meno di 0,5 M vi è l’Isolotto del Corno circondato da acque profonde e con a Nord una secca con fondali di 3,5 m. La bocca a Sud del Canale di S. Pietro si apre tra l’omonima isola e S. Antioco che, sottocosta, presenta alcuni pericoli: la secca delle Saline con scogli affioranti e, più a S, lo Scoglio Mangiabarche su cui è posto il fanale n. 1348 in una torre conica di colore bianco.

Tavola 77 Da Capo Sperone a Capo di Pula con il Golfo di Palmas e il Golfo di Teulada

Distante 5,5 M a sud di Capo Sperone vi è l’Isola del Toro, compatto ammasso roccioso con coste scoscese sulla cui sommità vi è il faro n. 1343, posto su una costruzione quadrangolare di colore bianco. Passare Capo Sperone in estate spesso rappresenta un problema se soffia lo scirocco. Alternandosi abitualmente al maestrale, è sempre molto forte.

Di natura estremamente varia e tormentata, il Golfo di Palmas si presenta con rilievi frastagliati e alternati a coste paludose, sabbiose e poi nuovamente di roccia e rilievi. Nella parte più interna spiccano le Saline circondate da zone acquitrinose e vegetazione di palude. Ad Est si evidenzia Punta Menga, con una costruzione sulla sommità. Più a Sud, dopo Porto Pino, con le sue attrezzature balneari, vi è Punta di Cala Piombo, sulla quale spicca l’omonima torre: fuori della punta vi è una secca pericolosa con 1 solo metro d’acqua. Capo Teulada rappresenta l’estremità più a Sud della Sardegna. La costa è rocciosa ed entra verticalmente nelle acque. Tutta la zona, aperta totalmente al mare, è soggetta a forti correnti e allo scirocco. L’unico buon riparo è Porto Teulada, che però non offre rifornimenti di nessun genere.

L’abitato è a circa 8 Km dal porto. Il Capo Spartivento, costituito di roccia alta e scoscesa, è segnalato dal faro n. 1310, posto su una costruzione a due piani con sopra una torretta colorate in rosso: è evidente sulla costruzione la scritta “Capospartivento”. Poco a ESE (a 200 m dalla costa) vi è una secca di 3,5 m pericolosa per la navigazione. Il Capo di Pula ha poco al largo l’Isolotto Coltellazzo roccioso ed alto circa 34 m. Su di esso si nota una torre cilindrica dalla quale emette il fanale n. 1305, posto in un casotto quadrangolare con lanternetta.

Tavola 78 Da Capo di Pula a Capo Ferrato con il Golfo di Cagliari

Capo S.Elia, dal largo simile a un’isola e dal quale conviene passare discosti per i numerosi scogli, si protende nella parte più interna del Golfo e scandisce la costa nella parte ovest con la città, il Porto di Cagliari, le saline, gli scali industriali di Sarroch e ad est con il porticciolo di Poetto, Marina di Capitana e la costa rocciosa di Capo Boi e Capo Carbonara.

Nella zona di Sarroch sono ben visibili, lungo la costa, gli impianti di raffineria con grandi serbatoi. Capo Carbonara rappresenta l’estremo SE della Sardegna su di un parallelo corrispondente, nel continente, quasi al Golfo di S. Eufemia in Calabria. Si presenta roccioso e frastagliato con grandi massi bianchi e diverse cale buone per l’ormeggio. La parte alta è ricoperta dalla usuale, bassa vegetazione della zona. Sulla sommità vi è una torretta cilindrica bianca con sopra il faro n. 1258. Il leggero declivio del terreno ha creato secche, scogli e le note due Isole dei Cavoli e Serpentara. Sull’Isola dei Cavoli è posto in una costruzione a due piani a fasce bianche e nere con sopra una torre cilindrica, il faro n. 1262. Attorno ad essa vi sono diversi scogli (i Variglioni). Sempre rocciosa ma pianeggiante è la stretta Isola Serpentara le cui coste verso terra decliviano dolcemente. A 54 m di quota, sulla sommità, vi è una torre cilindrica diroccata. A nord dell’isola si trovano tre isolotti minori.

Tavola 79 Da Capo Ferrato a Punta Su Mastiri

Distante 5,5 M a sud di Capo Sperone vi è l’Isola del Toro, compatto ammasso roccioso con coste scoscese sulla cui sommità vi è il faro n. 1343, posto su una costruzione quadrangolare di colore bianco. Passare Capo Sperone in estate spesso rappresenta un problema se soffia lo scirocco. Alternandosi abitualmente al maestrale, è sempre molto forte.

Di natura estremamente varia e tormentata, il Golfo di Palmas si presenta con rilievi frastagliati e alternati a coste paludose, sabbiose e poi nuovamente di roccia e rilievi. Nella parte più interna spiccano le Saline circondate da zone acquitrinose e vegetazione di palude. Ad Est si evidenzia Punta Menga, con una costruzione sulla sommità. Più a Sud, dopo Porto Pino, con le sue attrezzature balneari, vi è Punta di Cala Piombo, sulla quale spicca l’omonima torre: fuori della punta vi è una secca pericolosa con 1 solo metro d’acqua. Capo Teulada rappresenta l’estremità più a Sud della Sardegna. La costa è rocciosa ed entra verticalmente nelle acque. Tutta la zona, aperta totalmente al mare, è soggetta a forti correnti e allo scirocco. L’unico buon riparo è Porto Teulada, che però non offre rifornimenti di nessun genere.

L’abitato è a circa 8 Km dal porto. Il Capo Spartivento, costituito di roccia alta e scoscesa, è segnalato dal faro n. 1310, posto su una costruzione a due piani con sopra una torretta colorate in rosso: è evidente sulla costruzione la scritta “Capospartivento”. Poco a ESE (a 200 m dalla costa) vi è una secca di 3,5 m pericolosa per la navigazione. Il Capo di Pula ha poco al largo l’Isolotto Coltellazzo roccioso ed alto circa 34 m. Su di esso si nota una torre cilindrica dalla quale emette il fanale n. 1305, posto in un casotto quadrangolare con lanternetta.

Tavola 80 Da Punta Su Mastiri alla Foce del Cedrino con il Golfo di Orosei

Il Capo Bellavista presenta, nel versante N, il porto e la cittadina di Arbatax: esso si presenta basso e frastagliato sul mare, apparendo come un’isola, sia visto da nord che da S, anche se con diverse sembianze. Sulla sommità spicca il faro n. 1246, posto su un edificio a fasce bianche e nere. Arbatax è il solo porto che offre un riparo veramente sicuro in questo tratto di costa, fino a Olbia. Dopo Capo di Monte Santu e la pittoresca Cala Tramontana, visitabile solo con una barca piccola o gommone, si apre il Golfo di Orosei, bellissimo ma affollato in estate. La costa è rocciosa e il fondo sabbioso assume dei colori dalle stupende tinte azzurre. Numerose le cale dove si può sostare, da Cala Sisine a Cala di Luna, e da non perdere la visita alla Grotta del Bue Marino, ormeggiando la barca al largo davanti all’entrata della grotta con il tempo buono, su un fondale di sabbia. Il porto di Cala Gonone è piccolo e sempre ingombro di una quantità di gommoni, ma in caso di necessità offre riparo.

Tavola 81 Da Orosei a Capo Coda Cavallo

Di fronte a Capo Comino si nota uno scoglio ben visibile sia da Nord che da Sud. La costa è cosparsa di secche e scogli che in alcuni punti si protendono al largo per oltre mezzo miglio: sono pericolosi per la navigazione costiera. Il capo è segnalato dal faro n. 1230 posto in una torretta su una costruzione: non confondere con la stazione segnali poco più in alto. L’isola Ruja da un buon ridosso dallo scirocco. Dopo Punta S. Lucia c’è il porto di La Caletta che offre un buon ridosso. In prossimità di Punta Batteria, si trovano gli Isolotti dei Pedrami, insieme ad altri scogli minori: è possibile transitare tra essi e la costa ponendo attenzione ai fondali, ma è consigliabile passare fuori.

Poco prima di Punta d’Ottiolu, si trova l’omonimo porto turistico, con di fronte l’isolotto d’Ottiolu sul quale è posto un fanale a luce scintillante bianca (cardinale E): ad 1 M in direzione NE si trovano scogli affioranti ed una secca, pericolosi per la navigazione. Superato Capo Coda Cavallo si arriva all’Isola Molara, parzialmente coltivata e completamente diversa dalla vicina isola Tavolara, trattata all’inizio del testo della regione Sardegna. Ad Est di Molara vi sono gli scogli ‘I Tre Fratelli’ e l’isola Molarotto. Tra essi e quest’ultima, il passaggio presenta il protendersi di bassi fondali che si estendono dai tre scogli sopracitati, ma si trova anche fondo sufficiente per il passaggio.