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Porti della Puglia

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Porti della Puglia2018-02-04T14:38:48+00:00

Porti della Puglia

Tavola 30 Da Torre Scanzano a Taranto, con La Secca Armeleia

Ad ovest del porto di Taranto vi sono un notevole numero di secche. Lungo la costa ricoperta da una ricca vegetazione emergono tre piloni cilindrici: Termitosa, Patemisco e Chiatona. Da notare la secca Armeleia, composta di svariati scogli ricoperti di alghe, frequentata da pescatori. A circa 100 m dalla spiaggia Chiatona si trova un gavitello biconico in ferro: prestare attenzione. A causa degli insediamenti militari, il Golfo di Taranto è soggetto a particolari regolamenti: si consiglia di consultare la Capitaneria di Porto per le prescrizioni in vigore. A sud-est di Capo S. Vito la costa è molto frastagliata, bassa e rocciosa.

Tavola 31 Da Torre dell’Ovo a Gallipoli con l’Isola di S. Andrea

La costa continua bassa e rocciosa, intercalata ogni tanto da spiaggette sabbiose. Lungo la costa spicca Gallipoli la cui città vecchia è edificata su di un isolotto dominato dal Castello Revellino. L’isolotto è circondato da una secca rocciosa, (Secca del Rafo) e da numerosi scogli affioranti. All’estremo nord della secca si trova una meda luminosa nera e gialla con miraglio biconico nero (cardinale N) con sopra il fanale n. 3568.




Tavola 32 Da Gallipoli a Porto Badisco con Capo S. Maria di Leuca e le Secche d’Ugento

Subito a sud di Gallipoli si apre una baia, con all’estremità Punta del Pizzo, riparata dai venti del I e II quadrante. Di fronte a Torre S. Giovanni e Torre Pali si trova un insieme di bassi fondali e di scogli che costituiscono le Secche d’Ugento. Nel tratto delimitato tra le sopracitate torri si segnala una secca che si estende al largo terminando a sud con due scogli affioranti: Giumenta e Cavallo. Una meda luminosa segnala la zona pericolosa, a 0,8 M a ponente del limite sud delle Secche di Ugento. Passare ad almeno mezzo miglio a sud-ovest della meda. Proseguendo lungo la costa, si nota Capo S. Maria di Leuca dove è sito il faro n. 3590, posto su una torre ottagonale con costruzione a due piani, tutti bianchi. A nord la costa è abbastanza rettilinea e presenta un’insenatura solo nei pressi di Castro Marina. L’ancoraggio è a sud-ovest dell’alto Pizzo Mucurune su fondo di sabbia buon tenitore.

Tavola 33 Da Porto Badisco a Punta S. Cataldo

Il Capo d’Otranto, le cui coste sono rocciose, è sovrastato da un traliccio posto su una costruzione dipinta a scacchi bianchi e neri dove si trova l’ex semaforo. Sul capo vi è il fanale n. 3596, posto su costruzione rettangolare. All’interno spicca Otranto con la famosa Statua di N. S. di Monte Vergano, e l’antenna ripetitrice della televisione. Proseguendo a nord di Otranto, la costa si presenta rocciosa e cosparsa da diverse insenature: spicca Torre S. Andrea. Su di essa, di forma quadrangolare ed addossata ad un casotto, tutto a scacchi bianchi e neri, si trova il fanale n. 3608 che segnala la presenza della Secca Missipezza: si consiglia di passare ad est della secca. Sulla Punta S. Cataldo si trova una torre con costruzione ad un piano, bianche, con sopra il faro n. 3612. A nord-ovest vi è un edificio basso di color bianco dove si trova un’idrovora, con fumaiolo che può essere confuso con il faro precedente. Antistante la punta è tassativamente vietata la pesca e l’ancoraggio per la presenza di oleodotti.

Tavola 34 Da Punta S. Cataldo a Torre Guaceto con Brindisi

La costa a nord di Punta S. Cataldo è bassa e generalmente sabbiosa fino a Brindisi, da dove continua con la roccia. Lungo la costa spicca Capo di Torre Cavallo sulla cui sommità si trova un’antenna a traliccio. Nella zona è costruita un’imponente struttura industriale della quale si notano fumaioli, serbatoi e capannoni. Oltre Capo di Torre Cavallo appare Brindisi; spiccano dal mare il Castello Aragonese e la facciata del Duomo sormontata da quattro statue. Si nota la Colonna marmorea che indica la fine della Via Appia. Subito dopo Punta Penne si può trovare ridosso dai venti meridionali, su fondo di sabbia. Il vento predominante in questa zona è da NW.

Tavola 35 Da Torre Guaceto a Torre Canne

Dopo Torre Guaceto la costa si alza leggermente. Non ci sono ripari, salvo che a Villanova. Prossimo punto cospicuo è Punta Torre Canne dove sorge un faro su una torre ottagonale addossata ad una costruzione di colore bianco.

Tavola 36 Da Torre Canne a Bari

La costa fino a Bari è bassa e generalmente rocciosa. L’abitato di Monopoli è facilmente distinguibile da lontano come una linea sottile bianca. Più a nord-est si incontra l’Isolotto S. Paolo, come allungamento di una lingua di terra. Ci si può ancorare nella cala vicina, dove si è ridossati dallo scirocco. A nord vari porticcioli offrono riparo prima di arrivare a Bari, ben visibile da lontano per l’antenna radiotelevisiva, alta circa 60 m.

Tavola 37 Da Bari a Barletta

Fino a Molfetta la costa è pianeggiante e nell’ultimo tratto molto rocciosa. A nord di Molfetta, rispetto all’andamento della costa, spicca Ripalta alta e rocciosa: nelle vicinanze vi è la grotta omonima. Più oltre, si nota il porto di Bisceglie, insenatura naturale, dominato dal Castello dei Normanni di cui è visibile solo una parte. A nord-est di Bisceglie si evidenzia Cala Rossa facilmente identificabile per il color rosso delle sue coste di natura rocciosa. Dopo Trani, lungo la costa bassa e pianeggiante si trova Barletta: nei pressi della costa sono ben visibili dei capannoni con sopra dei fumaioli grigi, e la costruzione del Silos situata sul Molo Centrale. Caratteristici sono dei piloni della teleferica che veniva utilizzata per trasportare il sale proveniente da Margherita di Savoia, le cui saline si trovano ad ovest dell’abitato. A nord del porto si trovano delle secche di 8-9 m molto frequentate da pescatori.

Tavola 38 Da Barletta alla Testa del Gargano con il Golfo di Manfredonia

Il Golfo di Manfredonia si estende tra Barletta e la Testa del Gargano. La costa fin poco a sud di Manfredonia è paludosa e bassa, poi si alza e per tutto il gargano è montuosa. La costa del Gargano è alta e rocciosa e con piccole insenature. Svariate sono le torri che spiccano lungo questo tratto. Torre Proposti, di color bianco e rosso, con sopra il fanale n. 3812, è sita all’imboccatura di Cala di Pugnochiuso che, per la sua forma così circolare, è un ottimo riparo per piccole imbarcazioni. La Testa del Gargano, punto cospicuo del promontorio, si riconosce facilmente per una vecchia torre quadrangolare, diroccata, che si trova sulla sommità. La zona è circondata da numerose secche rocciose e scogli e la costa presenta, specie a sud a Cala di Campi, numerose e note grotte. La Cala termina con l’isola omonima, grosso scoglio che si protende al largo, contribuendo a proteggerla da venti di scirocco.

Tavola 39 Dalla Testa del Gargano a Rodi Garganico

Subito a nord della Testa del Gargano si apre Cala di S. Felice, un buon riparo dai venti di levante. La costa nella parte settentrionale del Promontorio del Gargano è alta e rocciosa, in alcuni punti a picco, e forma diverse insenature.

Tavola 40 Da Rodi Garganico a Punta Pietre Nere con le Isole Tremiti e l’Isola Pianosa

Le due foci di Varano e di Capoiale, che mettono in comunicazione il mare con il Lago di Varano, sono sempre pressochè insabbiate, rilevandosi fondali di circa 1 metro. Tra le due foci vi è una lunga lingua di sabbia con delle costruzioni sparse e vegetazione alle spalle. Prima e dopo le due foci spiccano la Torre di Varano cilindrica e quella di Calarossa, oggi un rudere. Punta Pietre Nere, sulla quale si trova un piccolo gruppo di case, segna l’emissario del Lago di Lesina. Il lago è separato dal mare da una lingua di terra sabbiosa. Poco al largo di questa punta è noto ai locali lo scoglio Sfasciatimoni, 50 cm sotto il pelo dell’acqua, il cui stesso nome ne esprime la pericolosità. Le Isole Tremiti sono di natura rocciosa. La zona è attraversata in vari punti da cavi sottomarini in corrispondenza dei quali sono assolutamente vietati l’ancoraggio e la pesca. La più estesa tra le isole è quella di S. Domino, le cui coste alte e rocciose creano grotte e insenature caratteristiche. A nord-est della costa si trovano numerosi scogli, i più caratteristici sono I Pagliai per la loro forma particolare. Da notare la secca fuori della Punta del Coccodrillo che, con un fondale di 4 m, può essere pericolosa per la navigazione. Il faro dell’Isola di S. Domino, il n. 3844, è sito all’estremità su di una torretta ottogonale affiancata ad una costruzione su due piani, tutto di colore bianco. Si segnala sull’isola Caprara la presenza del fanale n. 3836, posto su un traliccio bianco, mentre quello dell’isola S. Nicola è posto su un traliccio dipinto a fasce bianche e rosse. L’isola Pianosa, di forma piatta, ha la costa bassa e rocciosa. A nord dell’isola i fondali sono profondi, mentre a sud si segnala una secca. Sull’isola si trova una torre cilindrica bianca, con sopra il fanale n. 3832; alla torre è affiancata una bassa costruzione rettangolare. Anche le Isole Pelagose fanno parte delle Tremiti: l’Isola Pelagosa Grande, l’Isola Pelagosa Piccola e l’Isolotto Caiola, facenti parte della ex Jugoslavia. La prima è rocciosa e con le sponde ripide. Sulla sommità si trova una torre ottogonale, su costruzione con sopra il fanale n. 5423. Ad est della torre è posto un traliccio con sopra il fanale n. 5423.2 a luce intermittente rossa; segnala la zona pericolosa. L’isola è circondata da scogli emergenti. La seconda, Pelagosa Piccola, presenta una costa rocciosa e frastagliata ed è circondata da isolotti e scogli siti nella zona pericolosa sopracitata. Infine, Caiola, completamente circondata da scogli che affiorano in vari punti e da numerose secche. Attraversando poi l’Adriatico in questa zona ed utilizzando le Tremiti come un ponte per la ex Jugoslavia, oltre le piccole isole Pelagosa, quasi degli scogli, la prima terra ex Jugoslava che si incontra è l’Isola Cazza. Alcune miglia ad est vi sono l’isolotto Bianco e l’Isolotto Cazziol.