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Porti della Liguria

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Porti della Liguria 2018-02-13T21:46:33+00:00

Porti della Liguria

Tavola 1 DA CAPO MORTOLA A CAPO LENA

Il confine italo-francese è segnato fisicamente dal fiume S. Luigi. Provenendo dalla Francia, Capo Mortola è il primo punto cospicuo che si incontri: al largo del capo, a circa 300 m, si trovano degli scogli ed alcune secche pericolose per la navigazione: una boa diurna ne segnala la presenza e di tenersi ben a Sud.

Subito ad Est di Capo Mortola esiste una zona per il ripopolamento ittico, costituita da alcune strutture sistemate su fondali di 20/50 m; detta zona è segnalata da boe poste sui vertici ed è interdetta alla sosta, alla pesca, alla navigazione e ad ogni altra attività marittima subacquea o di superficie. Capo dell’Arma è circondato per oltre 250 m da scogli.

Esso è alquanto curvilineo e, visto nel profilo, venendo da Bordighera, si presenta come una punta con declivio dolce e colline all’interno. Il Faro n. 1474 è posto su una torre bianca di forma cilindrica, addossata ad una costruzione bianca con fascia nera. Superata Arma di Taggia, davanti a Riva Ligure, si può ancorare su un fondo buon tenitore di sabbia e riparato dai venti del I quadrante.

La città di Imperia ha sviluppato le proprie strutture marittime in due distinti porti: Porto Maurizio a ponente ed Oneglia a levante, nelle immediate vicinanze del torrente Impero. Ambedue le strutture sono dotate di aree per il diporto.

Nella parte centrale dell’insenatura tra Capo Berta e Capo Cervo c’è un buon ancoraggio su sabbia, riparato dal I e IV quadrante. Capo Mele è noto ai naviganti come buon ridosso nella parte ad WSW, su fondo sabbioso, proteggendo dai venti di NE, N e NW.

Spicca, a mezza costa, il faro n. 1506, alloggiato su una torre bianca ottagonale, coperta da una cupola argentea, il tutto appoggiato ad una costruzione rossa a tre piani. Appena dietro al Faro, il territorio si erge fino a quota 210 m e tiene sulla sommità una costruzione adibita a stazione segnali, con l’antenna della stazione Radar. A WSW del capo, di fronte a Marina di Andora, un buon ancoraggio è riparato dal I e IV quadrante.

Provenendo da SW si trova, a ridosso della spiaggia con davanti un buon ancoraggio, la cittadina di Alassio, con un piccolo pontile di attracco: più oltre vi è il Capo S. Croce dalla punta della quale si diparte il molo foraneo del porto turistico di Alassio. A sud ovest di Capo Santa Croce è posizionata una barriera sottomarina lunga circa 1500 metri e larga 50 metri: nella zona intorno alla barriera sottomarina sono vietati l’ancoraggio e la pesca comunque esercitata. Alla radice si trova una Cappella Votiva in colore grigio.

Capo Lena è lo sbocco a mare del fiume Centa. Attorno ad esso si ergono numerosi centri abitativi moderni che rappresentano la zona perimetrale di Albenga. Tra i due punti cospicui è presente l’Isolotto Gallinara, piccola coppa rotondeggiante, con un prolungamento verso SW; è coperto di vegetazione e sulla cima si trova una torre e un piccolo campanile.

Tavola 2 DA CAPO LENA A CAPO ARENZANO

A Nord di Capo Lena si incontra Loano, insediamento abitativo notevole, con lunghe spiagge, dotato di due pontili di 40 e 60 m: il secondo, accanto alla foce del torrente Maremola, è dotato del fanale n. 1513.5, montato su un palo dipinto a fasce rosse e verdi. A terra si trova una importante struttura cantieristica, in corrispondenza ad una boa da ormeggio, in ferro.

Nei pressi del Capo Noli il monte omonimo sovrasta il Capo dalla sua quota di 276 m, creando una costa scoscesa e di roccia. Sulla sommità si trova la costruzione di un ex semaforo. Nel tratto a sinistra del Capo è ben evidente il taglio della strada statale Aurelia. La successiva Punta del Maiolo ha di fronte l’Isolotto di Bergeggi, alto 64 m, e nel passo tra i due il fondale è di circa 10 m.

Il faro del Capo di Vado, n. 1514, si trova pressochè sul livello del mare ed è ben evidente con la sua costruzione composta da una torre ottagonale addossata ad una costruzione quadrangolare, il tutto bianco.

Oltre il Capo, è imponente l’insediamento industriale con i diversi pontili e notevole traffico: molte le navi nella rada, buon ancoraggio. Vado si distingue per i suoi 2 alti fumaioli dipinti a fasce rosse e bianche. Dalle vicinanze del faro, dalla punta del capo, si estende un molo a gomito orientato verso Nord che insieme ad un altro più a Nord, costituisce un piccolo porticciolo utilizzato come attracco per i traghetti. Rispetto all’andamento della costa, Punta Invrea spicca appena e si caratterizza con i merli della torre del castello omonimo. Poco fuori la punta, sono note alcune secche rocciose ove si trovano spesso piccole barche alla fonda, per pesca professionale e sportiva. Nelle vicinanze della punta vi è una Base Misurata. Capo Arenzano è contornato di scogli.




Tavola 3 DA CAPO ARENZANO A PUNTA MANARA

A Nord del porticciolo di Arenzano, davanti all’abitato, c’è un buon ancoraggio ridossato dal ponente e libeccio. Attenzione davanti a Punta della Chiappa, riconoscibile per una villa a tre piani, allo Scoglio Nave.

Coronato dalle montagne (Monte Figagna e Monte Fasce, di oltre 800 m), il Porto di Genova si estende tra Sestri Ponente e Nervi, per oltre otto miglia. Imponenti le tre grandi dighe, che proteggono rispettivamente Pegli, l’aeroporto ed il porto vecchio di Genova.

Si può accedere al porto attraverso quattro entrate principali (Accesso di Levante, Accesso di Polcevera, Accesso di Multedo e Accesso di Voltri): il diporto, per il Marina Fiera di Genova e per il Porticciolo Duca degli Abruzzi, deve servirsi dell’accesso di Levante; per Sestri Ponente, ci si deve tenere entro 50 m a Sud delle boe verdi che delimitano il lato destro del canale per il Porto Petroli di Multedo.

Sul Promontorio di Portofino spiccano in alto due antenne a traliccio (RAI). L’estremità della Punta Chiappa si stacca come un’appendice dal Promontorio alto e roccioso, con un andamento basso e degradante. Sulla parte più alta si trova un segnale a strisce, posto come elemento di una Base Misurata. A SW della punta, si trova la Secca Isuela, con un cappello a 13 m.

La Punta di Portofino si protende verso SE come uno sperone e termina con un grande masso squadrato e quasi staccato dalla punta, alto circa 15 m. Poco all’interno della punta, ad una quota di circa 30 m si trova una costruzione bianca con addossata la torre del Faro n. 1675. Nel Golfo del Tigullio la riva occidentale ha molte insenature che offrono rifugio ai venti del III e IV quadrante, mentre quella orientale, aperta a mezzogiorno e libeccio che domina in estate, non offre alcun riparo. Nella parte meridionale del promontorio di Sestri Levante c’è la Baia del Silenzio, dove si può ancorare alla ruota con piccole imbarcazioni su un fondo buon tenitore.

Tavola 4 DA PUNTA MANARA A MARINA DI CARRARA

Punta Manara e Punta Mesco, insieme a quella di Moneglia, sono gli elementi che spiccano all’orizzonte navigando nei due sensi, sottocosta. Tutto il tratto è di roccia scura ed a picco sul mare. Solo in alcune insenature la montagna si addolcisce creando anche delle spiagge: Riva Trigoso, con le imponenti strutture di un cantiere navale; Moneglia, con una scogliera che ne protegge la spiaggia lontana da essa circa venti m e con lo scoglio Pietra Stella, affiorante e pericoloso, ad oltre 180 m da terra e a Sud del campanile di S. Croce; Deiva e la vicina secca dell’Oratorio che si stende da terra fino a 80 m con un bassofondo di 1 m; Bonassola e Levanto con la pericolosa secca della Peria con 1 m d’acqua. La Punta del Mesco ha, sulla sommità, un antico semaforo.

Le Cinque Terre, che comprende i paesini di Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, è una costa rocciosa e a picco lunga 25 miglia circa che non offre accosti protetti e sicuri. In estate soffiano venti da ponente e maestrale e, a vela, attenzione alle raffiche improvvise che scendono dai canaloni. L’isola Palmaria è di natura rocciosa, con le coste alte quasi ovunque: attorno all’isola è vietata la sosta ed il transito, entro 50 m dalla costa, per caduta di massi. L’isola del Tino è ricoperta di vegetazione ed ha sulla sommità il faro n. 1708, posto in una torre cilindrica, bianca, posta su un torrione con accanto un edificio di colore rosso.

A Sud del Tino si trova lo scoglio il Tinetto: tra Tino e Tinetto, il passaggio è ostruito da secche e scogli affioranti, mentre nessun problema si pone tra la Palmaria ed il Tino. Il passaggio tra l’Isola Palmaria e la costa è agile per il diporto, ponendo attenzione al fondale che sale fino meno di 5 m e con pari attenzione all’altezza delle alberature che deve essere inferiore a 30 m, per la presenza di cavi elettrici sospesi. Un ottimo ancoraggio è nella parte settentrionale dell’Isola Palmaria.

Lo sbarco è vietato nell’isola del Tino ed anche in buona parte della Palmaria: porre attenzione ai cartelli posti a terra. A causa anche degli insediamenti militari, il golfo di La Spezia è particolarmente denso di traffico e soggetto a regolamenti di vario genere (esercitazioni militari; traffico commerciale): si consiglia di consultare la Capitaneria di Porto per le prescrizioni in vigore. Tra i divieti, tassativo è quello delle immersioni per recuperi subacquei di qualsiasi genere e natura, senza il preventivo permesso.

Accanto all’Isola Palmaria si erge su un piccolo scoglio, la Torre Scuola, circondata da diverse secche, sulla quale è posto il faro n. 1716. La torre è parzialmente diroccata. La costa Est del golfo ha, come primo centro abitato, il porticciolo di Lerici. Oltre Punta Bianca, si trova in evidenza la torre del Castello Fabbricotti, sotto il quale vi è un piccolo centro abitato con qualche negozio. Ugualmente sull’altra sponda del Magra si vedono poche costruzioni (ristorante, un negozio, qualche abitazione). In questo lato vi è il fanale n. 1844, posto su candelabro. Per l’accesso al Magra si deve attualmente tenere il centro, passando sul lato sinistro il banco di sabbia interno che si trova al centro. All’interno del Magra vi sono diversi cantieri di rimessaggio e manutenzione, mentre da notare il marina privato denominato “Marina 3 B”.