Ustica, guida ai fondali più belli della Perla Nera del Mediterraneo

//Ustica, guida ai fondali più belli della Perla Nera del Mediterraneo

Testo e foto di Martino Motti

350.000 anni fa un vulcano di tipo hawaiano o etneo emerse dal mare su un fondale profondo oltre 1000 metri: è il vasto monte Anchise le cui eruzioni, durate più di un milione di anni, formarono l’isola di Ustica, unica cuspide emersa.

A Ustica oggi si può ammirare ciò che rimane dopo centinaia di migliaia di anni di erosione marina. La posizione geografica potrebbe farla rientrare nell’arcipelago delle isole Eolie – Ustica infatti si trova a sole 55 miglia a ovest di Filicudi – ma non è così: la genesi vulcanica ha tutta un’altra storia.

Isola di Ustica guida alle immersioniÈ montagnosa e con ripide scogliere, ma non supera i 250 metri di altezza, colonizzata da zone di macchia mediterranea, lentisco, sparzio, euforbia, fichi d’india e vigneti. Un tempo era molto più verde, prima che la deforestazione umana la inaridisse irrimediabilmente. Oggi la riserva naturale può contare 570 specie vegetali e 170 uccelli. I terreni fertili permettono la coltivazione del cappero e della lenticchia usticese.

Abitata fin dell’età del bronzo, Ustica vide arrivare i greci i quali trovarono le ossa di 6000 cadaveri: di qui il nome dal greco Osteodes (ossario). I romani le cambiarono il nome in Ustum, cioè bruciato, per via della pietra lavica nera. Nell’800 l’isola conobbe un periodo florido per la coltivazione della Salsola soda, la cosiddetta barba di frate, la pianta succulenta che ama i terreni salini utilizzata per alimentare i processi di produzione della soda, ma ancora oggi usata nell’alimentazione. Attualmente solo 1000 persone vi abitano stabilmente occupandosi soprattutto di turismo e pesca.

Il turismo è diventato una voce fondamentale nell’economia dell’isola da quando, nel 1986, divenne la prima Area Marina Protetta in Italia (insieme a quella del Miramare di Trieste) seguita poi dalla creazione della Riserva Naturale Orientata, dal Sito di Importanza Comunitaria e dalla Zona di Protezione Speciale del 1997, tutti siti coincidenti con il territorio emerso.

Il motivo che ha portato alla creazione dell’area marina protetta è che Ustica, circondata da fondali profondissimi, interrompe, sbarrandolo, il percorso della cosiddetta Corrente Mediterranea che proviene dall’Oceano Atlantico e che trasporta una grande quantità di nutrienti e plancton. Ciò spiega l’assoluta unicità e la ricca biodiversità di questi fondali. L’isola è un piccolo lembo di roccia di soli 3 chilometri e mezzo per 2 e mezzo, con un unico centro abitato, immersa in un mare pulito e trasparente.

Non è un caso, quindi, che sia stata scoperta dal turismo subacqueo internazionale che da anni la frequenta per scoprire i suoi magici fondali. Sono circa 25 i punti di immersione e tra franate, cigliate, pareti, grotte, barriere e relitti ce n’è davvero per tutti i gusti. Alcuni di questi diving spot sono famosi in tutto il Mediterraneo: nomi come Secca della Colombara, Scoglio del Medico o Grotta dei Gamberi evocano i ricordi di fantastiche immersioni di intere generazioni di subacquei da tutto il mondo. Ne descriviamo brevemente alcune.

Secca della Colombara

Maestosa secca con rocce basaltiche colonnari che scendono a picco dalla sommità fino alla base. Le pareti sono rivestite da rigogliosi rami di gorgonie gialle e rosse. Sono molte le varietà di pesci che animano queste acque, in particolare grandi cernie e banchi di barracuda del Mediterraneo, tanute e dentici. Oltre a essere apprezzata per la possibilità di effettuare differenti immersioni, la secca si distingue anche per la limpidezza delle sue acque. Variante all’immersione sulla secca è il relitto ITA che batteva bandiera panamense. Il cargo trasportava marmo dalla Grecia e il 21 febbraio del 2005, causa maltempo, si incagliò sulla secca. Dopo due anni a forza di tempeste e a causa dell’azione delle correnti, la nave si spezzò in due tronconi e precipitò verso il fondo. Oggi è una meta subacquea molto apprezzata.

 

Isola di Ustica guida alle immersioni

gambero Parapandolo – narwal shrimp – Plesionika narval

Grotta dei Gamberi

Il nome non lascia dubbi: il numero di gamberi (Parapandalus narval, detto anche Plesionika narval) che vi abitano è stupefacente. Ogni angolo di roccia è qui colorato dal tenue colore arancione di questi piccoli crostacei. A far loro compagnia vi sono anche aragoste e magnose. In presenza di corrente potrebbe risultare faticoso raggiungere l’ingresso della grotta dal punto di ancoraggio della barca, per questa ragione l’immersione è adatta a sub esperti.

 

Scoglio del Medico

la costiera articolata di ustica

Si tratta di una delle più belle immersioni del Mediterraneo, uno scoglio di lava nera affiorante lungo circa 70 metri che permette numerose immersioni. La roccia è forata da parte a parte da un tunnel, detto la grotta del Medico, lungo più di 50 metri e con una larghezza di 30 metri. L’ingresso si trova a 18 metri: all’interno giochi di luce, cernie, molluschi di varie specie e crostacei. L’uscita è a meno 13 metri. Altri percorsi permettono la visita a diversi scenici canyon, zone predilette
da grandi banchi di barracuda mediterranei (Sphyraena sphyraena). All’esterno pareti rocciose e franate ricchissime di pesce, comprese le cernie e i dotti. A meno 25 metri, su una franata situata nel lato est dello scoglio verso l’isola, vive indisturbata la famosissima cernia ‘Za’ Pina’: si lascia avvicinare fiduciosa ed è diventata un personaggio illustre di Ustica.

il ripido fondale con gorgonie rosse Paramuricea clavata e gialle Axinella cavolinii

Punta Galera

Sulla costa sud dell’isola, Punta Galera è, insieme allo Scoglio del Medico e la Secca della Colombara, uno dei punti d’immersione più famosi. Dal piccolo promontorio, che separa due calette, una franata di massi scende gradualmente verso il fondo. Si inizia l’immersione a 4 metri per poi raggiungere i 40 metri, dove si atterra su di una distesa di sabbia punteggiata da scogli isolati che vanno oltre i 50 metri. La franata, alla profondità di 25-30 metri, è arricchita da alcuni passaggi e archi che lasciano intendere la sua origine vulcanica. Sono 4 i percorsi possibili a seconda del livello di esperienza: La Franata (adatta a tutti), I Massi Fuori (solo per esperti), La Grotta dei Gamberi (esperti) e la Grotta dei Gamberi 2 (Advanced).

Punta dell’Arpa

il madreporario mediterraneo Astroides calycularis

Anche questo punto si trova nella parte meridionale dell’isola. Il nome deriva dalla conformazione geologica delle pareti rocciose che lo contraddistinguono. È un’immersione sotto costa, caratterizzata da una franata di roccia vulcanica e da una parete che scende verticale su un fondale sabbioso posto a 35 metri dove grandi scogli isolati sono colonizzati da gorgonie rosse (Paramuricee), gialle e bianche (Eunicelle), briozoi e spugne. Sul fondo sabbioso spiccano diversi esemplari della rara – e oggi protetta – Pinna nobilis, un mollusco di grandi dimensioni che nel passato è stato oggetto di pesca indiscriminata. Questo diving point è spesso punto è battuto da correnti impetuose ed è facile in questo caso avvistare i grandi pesci pelagici.

Punta Omo Morto

Il Capo dell’Omo Morto, a dispetto del suo nome e della sua imponente caduta verticale sul mare, sott’acqua offre un paesaggio più morbido, caratterizzato da una grande franata e da formazioni rocciose dalle tipiche striature dette piroclastiti. Il punto è ridossato dal vento di maestrale, ma comunque sempre piuttosto esposto. Vi si possono effettuare diversi itinerari a più livelli di profondità e difficoltà. Da vedere, pesce di passo, vita bentonica, crostacei e cefalopodi. Sul fondale una prateria di posidonia ospita banchi di occhiate, mennole, salpe e boghe.

Grotta della Falconiera

Punta Falconiera si trova nella parte più orientale dell’isola, vicino all’imboccatura del porto, ed è caratterizzata da alte pareti e scogliere di tufo che si gettano verticali nell’acqua. La Grotta della Falconiera, che prende nome dall’antico fortino che corona la punta, ha l’imboccatura a 20 metri di profondità disposta su una parete che sprofonda verticalmente fino a 40 metri. La grotta si presenta con una grande volta di ingresso e con un’ampia camera, più all’interno si trovano una strettoia lunga un paio di metri e un’altra piccola cavità. Tipica delle grotte la popolazione visibile al suo interno: gamberetti e magnose, spirografi, musdee, cerianti, e altre specie sciafile, cioè quegli organismi che non amano la luce e vivono nella penombra o al buio.

Grotta della Pastizza

La Grotta della Pastizza è una delle immersioni più affascinanti di Ustica, ed è di tipo semi-affiorante, cioè ha punti in cui si può raggiungere la superficie. Anche questo punto è lungo la costa sud dell’isola ed è facilmente riconoscibile dal piccolo faraglione posto davanti al suo ingresso. La grotta è costituita da un sistema di camere e da una serie di cunicoli in bassa profondità, dai 3 ai 7 metri, che si inoltrano nella roccia per 50 metri. In una delle camere è presente la superficie dell’acqua, è possibile quindi riemergere per ammirare la statua di San Bartolicchio, santo patrono di Ustica. Anche qui si possono scorgere gamberi meccanici, gamberi parapandalo, nudibranchi, molluschi cipree e musdee.

Ustica non è però solo una destinazione subacquea: il paese è accogliente, articolato e tutto arroccato sulla collina che abbraccia il porto, le sue stradine sono arricchite da murales dipinti negli anni da numerosi artisti, bar e ristorantini si affacciano sul corso principale e il piacevole clima isolano estivo lascia trascorrere serate meravigliose all’aperto. Vale sicuramente la pena visitare anche l’interno dell’isola dove coltivazioni di cappero e lenticchia punteggiano il nero delle rocce vulcaniche e la macchia mediterranea stordisce con i suoi forti profumi. Una settimana vola che è un piacere, anzi non è sufficiente per scoprire tutto quello che questa splendida isola offre. Non pensate però di andare a Ustica con l’idea di fare vita da spiaggia: spiagge non ce ne sono, sarebbe un’ottima idea portarsi un gommone o ancor meglio affittarne uno sul posto.

NOTIZIE UTILI

Come arrivare

In aliscafo o in catamarano: da Palermo o Napoli con Liberty Lines (www.libertylines.it/); da Palermo con la Società di Navigazione Siciliana (www.siremar.it).
In traghetto: da Palermo con Navigazione Generale Italiana NGI (www.ngi-spa.it).

Info turistiche

Comune di Ustica, www.comune.ustica.pa.it;
Area Marina Protetta, www.ampustica.it; Riserva Naturale Orientata, www.provincia.palermo.it; www.visitustica.it; www.usticasape.it

Alberghi

Marenostrum Diving consiglia di alloggiare presso i Residence “Stella Marina”, “Sogni nel Blu” o “La Terrazza”. Oppure negli hotel “Ariston” o “Clelia”.

Diving Center

Mare Nostrum Diving di Tatiana e Danilo (Via Cristoforo Colombo, 33/a, tel. 328 1698697, aperto da giugno a ottobre; responsabile del centro di Ustica è Danilo Genovese, tel. 330.792589, www.marenostrum.it). Dal 1995 immersioni guidate nei diversi diving point dell’isola con la formula full day. Offrono corsi subacquei.

Gastronomia

A Ustica si gusta la prelibata cucina siciliana: pasta con le sarde e ravioli di pesce, spaghetti con le acciughe, zuppa di pesce, aragosta in zuppa, pesci freschissimi, involtini di pesce spada, polpette di tonno, verdure del territorio, pasta con melanzane alla norma, dolci tipici siciliani come le cassate e i cannoli, la sfincia di San Giuseppe. I vini meritano sempre di essere assaggiati, sull’isola vengono prodotti ottimi bianchi e rossi e il famoso zibibbo dell’Azienda agricola Hibiscus (www.agriturismohibiscus.com) che produce anche lenticchie e olio.

Testo e foto di Martino Motti

2018-06-08T11:56:10+00:00

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