Sicilia Sud-Est – Alla scoperta di Plemmirio e Marzamemi

//Sicilia Sud-Est – Alla scoperta di Plemmirio e Marzamemi

Testi e foto di Coradino Corbò

In barca, alla scoperta degli splendidi fondali del profondo Sud della Sicilia, situati nel punto più orientale e meridionale dell’isola.

la grotta nei pressi della statua posta al plemmirio in ricordo di rossana maiorca

Inserita dal 2005 nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità, Siracusa, antica città della Magna Grecia, adagiata sulla costa sud-orientale della Sicilia ha molto da offrire non solo sopra ma anche sotto la superficie del mare. Per questo è stata istituita l’Area Marina Protetta del Plemmirio che comprende un ampio tratto di mare intorno alla Penisola della Maddalena, da Punta Castelluccio a Punta di Milocca. Fortemente voluta dalla comunità aretusana e dagli operatori turistici, la riserva è pensata e organizzata per la fruizione soprattutto di bambini e disabili, subacquei, diportisti e pescatori sportivi. Ogni attività è regolamentata e ha un costo da corrispondere all’organizzazione. I punti di immersione – una quindicina in tutto – sono collocati nelle tre diverse zone di tutela in cui è suddiviso il parco – Zona A, Zona B e Zona C. Le immersioni si possono effettuare sia rivolgendosi a diving autorizzati sia autonomamente, previa richiesta di autorizzazione all’Ente parco e pagamento di una tassa di ingresso.

I fondali rocciosi offrono una grande biodiversità e la fauna pelagica è stupefacente: nel blu si possono avvistare ricciole, tonni, barracuda ma anche verdesche (Prionace glauca), delfini, balene e capodogli. Inoltre sono presenti grotte, passaggi, tunnel nonché reperti archeologici che testimoniano la lunga storia umana nell’area. Diamo dunque inizio alla nostra crociera.

 

 

Immersioni nell’Area Marina Protetta del Plemmirio (vedi divieti e restrizioni)

l’immersione alle tre ancore al plemmirio

Di buon ora lasciamo il porticciolo di Siracusa per una breve navigazione fino al Promontorio del Plemmirio che offre circa 3 miglia di costa rocciosa e frastagliata fino a Capo Murro di Porco è il punto più estremo. Ci fermiamo per un bagno nel punto più vicino al parco marino, dove si può dar fondo in rada: è la Cala di Massolivieri, distante meno di un miglio e mezzo da Siracusa, circondata di falesie scavate dagli agenti atmosferici. Si può scegliere anche Cala delle Rive bianche, altrettanto piacevole, ma non oltre perché si entra nella Zona B. Il tempo è ottimo e permette di trascorrere una giornata perfetta.

immersione alla secca del capo sul capo murro di porco al plemmirio, con grandi barracuda

Al mattino, ci viene a prendere con il gommone Emanuele Vitale dell’Ognina Diving Center, che ci accompagna sott’acqua. Arrivati a Capo Murro di Porco, nella Zona A del parco, Riserva integrale, ci si immerge esattamente sulla “Secca del Capo”, situata proprio davanti Capo Murro di Porco. È una secca rocciosa, con il cappello a 13 metri che sprofonda fino a 33, spazzata spesso da forti correnti. Le sue dimensioni ridotte permettono ai sub di percorrere il periplo nel tempo di una singola immersione. La discesa si svolge lungo le pareti e le spaccature della roccia colonizzate da floride colonie di madrepore gialle (Leptopsammia pruvoti) e da briozoi di specie differenti.

Tra i 18 e i 20 metri la roccia offre svariate tane abitate spesso da cernie e magnose. Le rocce della franata sul fondo offrono rifugio a numerosi saraghi, mustelle, corvine, grandi murene, gronghi e cernie, mentre sul cappello nuotano banchi di barracuda o di grosse ricciole (Seriola dumerili). Durante l’immersione si incontra anche una vecchia ancora ammiragliato spezzata e incrostata da organismi marini. La secca permette due differenti tour: uno che tocca i 24 metri, adatto a sub meno esperti, e l’altro che porta fino ai 33 metri, sul fondo, con passaggio all’interno di un tunnel roccioso.

l’immersione alle tre ancore al plemmirio

In entrambi i casi, se la corrente è sostenuta – cosa che accade spesso – è consigliata l’immersione solo a sub di provata esperienza.
Se malauguratamente la direzione della corrente proviene da sud, può verificarsi una forte riduzione della visibilità che di solito è ottima.
L’eccezionalità del punto di immersione è la presenza quasi assicurata dei barracuda mediterranei (Sphiraena viridens), che sono soliti pattugliare in grandi banchi il bordo superiore della secca, avvolti nel blu. Questi barracuda, simili a quelli tropicali come forma ma più piccoli, mantengono l’indole predatrice, anche se non sono pericolosi per l’uomo. Si distinguono dal luccio marino (Sphiraena sphiraena) per le bande nere verticali che ne ornano il dorso. É proprio in questo punto che quasi a fine immersione si rimane a lungo ad ammirare questi possenti animali, sempre che la corrente e l’aria residua nelle bombole lo permettano.

Tornati in superficie, passiamo il pomeriggio a veleggiare davanti a Capo Murro di Porco, facendo attenzione a non entrare nel perimetro protetto. Poi oltrepassiamo il Capo e ci dirigiamo verso la baia di Ognina con il fiordo che ospita l’Ognina Diving Center: è un porticciolo naturale, ma il bassissimo fondale permette l’ormeggio solo a barche molto piccole o gommoni, così diamo fonda nella baia di fronte, in condizioni meteo perfette e con l’isoletta che ci ripara da quel minimo di onda proveniente da Nord-Est. Rimaniamo qualche giorno a Ognina con il preciso scopo di conoscere tutte le immersioni che il Plemmirio offre; la permanenza è piacevole e le immersioni di buon livello, tra cui le più note sono: La Grotta Del Formaggio, La Parete delle 3 Ancore, La Secca del Capo, Le Grotte del Capo, La Grotta delle Stalattiti, La Lingua del Gigante, Gli Archi, La Grotta del Plemmirio, Il Costone di Punta Milocca, La Grotta di Capo Meli, La Grotta delle Corvine. Ne scegliamo due. Iniziamo con la Grotta del Formaggio che, sebbene sia in parete, è adatta a tutti i subacquei perché ha il fondo roccioso, è molto ampia e non presenta biforcazioni pericolose. La profondità inoltre è molto limitata, la volta arriva quasi in superficie ed è lambita quindi dal moto ondoso che vi penetra.

limmersione al plemmirio ricco di grotte e anfratti

A pochi metri dal gavitello dove si lascia il gommone troviamo l’ingresso e subito un tunnel obliquo in discesa, che parte a circa 9 metri di profondità per arrivare a 19, con il soffitto tappezzato di spugne incrostanti policrome, Parazoanthus e briozoi; facile l’incontro con magnose, magnoselle e saraghi.
Usciti dalla grotta, l’immersione continua lungo la parete che alterna grossi massi, anfratti, canyon, e una seconda grotta con un buco dal quale penetra la luce del sole e le Grotte del Capo: anche questa è un’immersione facile e piacevole, adatta proprio a tutti, previo controllo della corrente che qui può essere anche forte. Si può scendere fino a 30 metri, ma è possibile rimanere a quote più basse. Subito si nuota su una franata di grandi massi intorno ai quali nuotano banchi di saraghi fasciati, salpe e occhiate ed è possibile incontrare cernie, corvine e mustelle. Una cernia solitamente aspetta i sub nella sua tana e poco oltre si transita in una grotta passante nella scogliera, nei pressi di Capo di Murro di Porco. Dopo aver superato i resti di un vecchio peschereccio si ritorna indietro e ci si inoltra in un grande e profondo
corridoio che sbuca, guarda caso, proprio di fronte al gavitello. Nel corridoio si aprono incantevoli scorci di luce che filtrando dai buchi nella roccia permettono di ammirare una fauna bentonica multicolore. Se si ha ancora aria si possono visitare tre piccole grotte che si aprono intorno agli 8 metri.

L’area archeologica di Marzamemi

Riserviamo un’ultima immersione alla zona archeologica di Marzamemi, una piacevole località che merita sicuramente una visita anche a terra, dove si trova un’antica tonnara trasformata in un centro di ricezione turistica di eccellenza, ossia un affascinante borgo storico ricco di vita notturna, con numerosi ristorantini sul mare e locali che propongono la squisita cucina tipica siciliana in un contesto sicuramente fuori del comune. Il centro subacqueo El Cachalote è situato proprio sul porticciolo, in posizione comodissima per chi come noi vive a bordo di una barca sui pontili di fronte. É dotato di comode strutture e offre anche un ristorante.

l’antica e restaurata tonnara di marzamemi

A poche decine di metri il loro gommone è pronto per l’uscita in mare. Matteo Azzaro ci porta a visitare due dei siti archeologici presenti in zona. Il primo è quello che porta il nome di Colonne romane, in realtà sembra che i reperti siano più probabilmente greco-romani e risalenti al IV secolo d.C. Il sito è formato da una grande colonna più due o tre un po’ più piccole e due capitelli. Le colonne in marmo bianco lavorato sono naturalmente consumate dall’azione del mare perché sono sempre state appoggiate al fondale e mai insabbiate, ma ciò che colpisce di più sono le dimensioni spaventose soprattutto della colonna centrale. Una nave in legno, probabilmente di nemmeno 20 metri di lunghezza trasportava questi materiali nella stiva, ma poi sorpresa da un fortunale affondò in 6-7 metri d’acqua.

 

 

Non distante dal primo sito, il secondo relitto è detto Marzamemi 2 o della Chiesa Bizantina: è stato scoperto recentemente e scavato dall’archeologo Nicolò Bruno della Soprintendenza del Mare in un progetto che ha coinvolto anche la Stanford University della California, nella persona di Justin Leidwanger, che ha utilizzato un nuovo sistema di mappatura del sito. Ne sono emersi capitelli, porzioni di frontoni, colonne, l’altare ed elementi in marmo che fanno pensare proprio a un “kit di montaggio” prefabbricato in oriente e destinato a qualche località siciliana.
È naturale comprendere l’importanza di un ritrovamento del genere, che fa intuire come anche nell’antichità si cercasse di tagliare i costi di produzione. La nave, all’incirca del VI secolo d.C., è affondata perché deve aver urtato una delle numerose secche del fondale.
Oggi si possono ancora ammirare numerosi pezzi archeologici in situ, mentre altri più importanti sono stati portati al Museo Palmento Rudinì di Marzamemi. La zona di Marzamemi e di Portopalo comunque offre anche molte altre immersioni, comprese quelle al cargo Nevada, al piroscafo Chillingham e al sommergibile Sebastiano Veniero affondato nel 1925 di fronte a Porto Palo. Molte sono anche le immersioni classiche in parete e su fondale piano possibili lungo queste coste che tra natura, bellezze paesaggistiche e storia hanno molto da raccontare.

 

Notizie Turistiche

Come arrivare
L’aeroporto più vicino è il Fontanarossa di Catania, a circa 60 chilometri di distanza. Per chi è in macchina Siracusa si trova a circa 160 chilometri da Messina. Traghetti di diverse compagnie collegano Messina con i porti del continente.

Alberghi
Caiammari Hotel (Via Impellizzeri, Contrada Isola Fanusa, tel. 0931 721217, fax 0931 722104, hotelcaiammari@gmail.com; www.hotelcaiammarisiracusa.it). La ristrutturata Villa Impellizzeri con il suo parco botanico – un centinaio di piante catalogate – e le piscine offre un soggiorno di lusso, eleganza e relax a pochi chilometri dalla città e ai piedi del promontorio del Plemmirio.
Villa Favorita (SP 34 Noto, Calabernardo, tel. 0931 820219, fax 0931 820220, cell. 334 6516580, info@villafavoritanoto.it; www.villafavoritanoto.it); Villa Giulia (Sp 19 Km 15, Contrada San Lorenzo, Noto, tel. 0931 846406, fax 0931 597162, cell. 334 6516588, info@villagiulianoto.it; www.villagiulianoto.it). Villa Favorita e Villa Giulia sono affascinanti strutture splendidamente ristrutturate ricavate da masserie del 1700 con mobili antichi e tappeti, personale qualificato e ospitale, parco e piscina
La Dependance Hotel (Via Rocco Pirri 57, tel. 0931 838831, cell. 320 2389548, info@ladependancehotel.com; www.ladependancehotel.com). Nuovissimo hotel di charme in un ristrutturato ed elegante palazzo nobiliare del centro della città barocca, con annesso il ristorante di classe “A’ Mastra”.

Ristoranti
Situato sulla piazza del Municipio di Noto il ristorante “L’Opera dei Pupi” (di Francesco Coletta, tel. 0931 838068, cell. 347 5522284, Noto) offre cucina siciliana prelibata e pizze cotte a legna con farine speciali.
Ristorante “Al Boccone” (di Sebastiano Infantino lo chef, cell. 334 7974414, 333 7834216, tel. 0931 841438, Marzamemi; www.alboccone.it). Situato proprio nel centro storico della tonnara, ha uno splendido patio sul mare. La cucina siciliana è rivista da Sebastiano in chiave moderna estremamente raffinata e gustosa.

Diving
Immersioni nel Parco Marino del Plemmirio con Ognina Diving (di Emanuele Vitale, cell. 347 3401740, 392 9440844, info@siracusadiving.it; www.siracusadiving.it). Uscite giornaliere con due gommoni, ricarica bombole, corsi su di vari livelli, corsi di fotografia subacquea, escursioni culturali.
Immersioni nella zona di Marzamemi con il Diving El Cachalote (di Matteo Azzaro, tel. 0931 801107, cell. 331 9265249, 393 9626580, info@elcachalote.com; www.elcachalote.com). Scuola sub, archeo sub, uscite giornaliere sul gommone del club, ricarica bombole, noleggio attrezzatura, ormeggi per barche, ristorante.

Siti protetti
Area Marina Protetta del Plemmirio (Via Gaetano Abela, 2
96100, Siracusa, tel. 0931449310, fax 0931 449954, info1@plemmirio.it ; www.plemmirio.it), sul sito si trovano tutte le info utili per la corretta fruizione del parco. Regolamento parco sulla gazzetta ufficiale: http://alturl.com/jcmhd
Riserva di Vendicari (www.riserva-vendicari.it), spiagge di Eloro, Marianelli, Cala Mosche, Vendicari e San Lorenzo.
Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile (info@cavagrandedelcassibile.it; www.cavagrandedelcassibile.it)

Informazioni turistiche:
www.siracusaturismo.net;
www.culturasicilia.it; www.pronoto.it;
www.siciliavacanza.it; www.valdinoto.it;
www.marzamemi.com;
www.comune.portopalo.sr.it

By | 2018-06-11T17:40:13+00:00 maggio 23rd, 2018|Categories: Viaggi|Tags: , , , , |0 Comments