Crociera nel nord est della Corsica, Cap Corse

//Crociera nel nord est della Corsica, Cap Corse
  • Anse d'Aliso Corsica

Diversa da ogni altra regione della Corsica la penisola di Cap Corse, rocciosa e ricoperta di maquis, si allunga per 40 chilometri nel Tirreno settentrionale come un indice puntato verso Genova, sotto la cui egida rimase per tre secoli. Un luogo ancora selvaggio e incontaminato che rivela lungocosta un manipolo di borghi marinari tra pareti scoscese e incantevoli baie dove starsene in pace alla fonda anche in piena estate. Eolo permettendo, naturalmente.

Testo e foto di Patrizia Magi

La penisola di Capicorsu è un dito di roccia lungo 40 chilometri e largo da 10 a 15. Lo attraversa da nord a sud nord-sud una catena montuosa, La Serra, che con i picchi di “e Follicie” e “Stello” oltrepassa i 1300 metri gettandosi a picco nel blu sul versante occidentale mentre degrada in morbidi pendii e vallate su quello orientale.

I Corsi la chiamano l’isola dentro l’isola, sottolineando così la sua diversità storica e culturale rispetto al resto della Corsica. Una diversità dovuta soprattutto allo speciale legame con la Repubblica di Genova di cui il Cap fu sempre un “alleato” fedele, eccetto alcuni sporadici cambi di rotta. Il sodalizio fu favorito dai proficui rapporti commerciali intrattenuti dalle famiglie aristocratiche di origine ligure legate alla Superba che “governavano” allora Cap Corse come in una sorta di sistema feudale.

L’esigenza di esportare le merci dalla penisola (soprattutto olio e vino) portò i capocorsini – caso unico, se si esclude Bonifacio, in quest’isola di montanari – a rivolgersi al mare per vivere. Diventarono così esperti marinai, comandanti e pescatori. E navigare lungo questi lidi non deve essere stato facile visto che qui il vento soffia 300 giorni l’anno, prevalentemente da sud ovest, e può cambiare direzione anche di 180 gradi dopo ogni punta che si doppia. Una bella sfida per i diportisti, ma la bellezza di questo lembo di terra dove la natura regna ancora sovrana invita a raccoglierla.

Marine de Giottani Corsica

Bastia

Bastia la Cittadella CorsicaLa nostra crociera intorno a Capicorsu parte da Bastia, cittadina ricca di arte e storia fondata dai genovesi nel 1372, capitale del Regno di Corsica dal 1637 al 1811 sotto l’egida dei Genovesi e genovese tout court per quanto riguarda l’urbanistica e l’architettura dell’antico centro storico. Troppo spesso trascurata per la fretta di raggiungere gli invitanti lidi balneari dell’isola, Bastia si rivela invece una sosta quanto mai piacevole.

Certo, in barca dal largo la prima cosa che colpisce è il discutibile moderno agglomerato urbano con tanto di grattacieli che disposti sulle pendici retrostanti la città sembrano “coronare” il grande porto commerciale con il suo andirivieni di navi traghetto. Più da vicino però il paesaggio cambia, lo sguardo infatti viene inevitabilmente catturato dallo sperone di roccia ambrata, che chiude la città a sud, su cui se ne sta arroccata l’affascinante Cittadella genovese (Terra Nova), risalente al 1300, ancora circondata dagli antichi bastioni su cui svetta come un faro il campanile della quattrocentesca Église Sainte Croix, celebre per il soffitto magnificamente decorato e per il Cristo nero ritrovato al largo da due pescatori nel 1428.

Alle sue pendici si apre il pittoresco Vieux Port, il “vecchio porto” a forma di ferro di cavallo – protetto a sud dal molo del Dragone con in testa il faro di Bastia e a nord dalla banchina genovese – nelle cui acque si riflette un continuum di case alte con i tetti in ardesia e gli intonaci color pastello erosi dal tempo, che dabbasso ospita una fila ininterrotta di ristoranti, bistrò e caffè all’aperto affacciati allegramente sul molo.

 

Qui si ormeggia tra pescherecci e yacht, vegliati dalla grande Église Saint Jean Baptiste, datata 1636-66 e riconoscibile dalla facciata neoclassica posta tra due campanili gemelli, che è diventata l’emblema della città. Una volta a terra ci si inoltra nella fitta rete di caruggi del quartiere (Terra Vecchia) per poi, tramite una scalinata panoramica, raggiungere i quieti Giardini Romieu del 1800 e la prospera Cittadella barocca con il suo intrigo di vicoli ombrosi e case immacolate che abbraccia la bella piazza principale, Place du Donjon, ossia della Prigione, nome dovuto alla massiccia torre circolare – un tempo adibita a prigione (di cui fu “cliente” anche il patriota Sampiero Corso) – parte integrante del magnifico Palais des Gouverneurs del 1300, che oggi ospita l’interessante Musée d’Historie de Bastia con bei giardini affacciati sul Vieux Port. Da quest’ultimo percorrendo i due lunghi viali deputati allo shopping, boulevard Paoli e rue Cesar Campinchi, si arriva alla più moderna place Saint Nicolas del 1900, immensa piazza dal fascino mediterraneo a due passi da mare – verso cui guarda imperterrita la statua di Napoleone in vesti da imperatore romano – che è l’epicentro dei momenti di relax dei cittadini di Bastia che vi si danno appuntamento per passare il tempo chiacchierando nei caffè con dehors o per godersi il fresco sotto le palme. Qui c’è anche la “boutique” della rinomata cantina Maison Mattei, nata nel 1872, che produce variati liquori oltre al famoso aperitivo bianco o rosso Cap Corse a base di chinino, un indirizzo giusto per chi vuole fare incetta di bevande alcoliche corse…

La costa orientale

Ci si sveglia presto al Vieux Port con i raggi dorati del sole appena sorto che si infiltrano tenaci nei varchi lasciati dalle tendine che coprono gli oblò. È il momento giusto per lasciare Bastia e iniziare il “pellegrinaggio” lungo la dolce costa orientale, dove, a parte Macinaggio, si può ancorare solo col bel tempo.

Superato Port Toga, il moderno porto turistico, e le ultime propaggini di Bastia, la prima tappa, a 4 miglia, è Erbalunga, un incantevole borgo di pescatori le cui belle case in pietra poggiate su una lingua rocciosa protesa verso il mare aperto sembrano sorgere direttamente dall’acqua. L’abitato separa la rada, dove si dà fondo in 5 metri di acqua davanti a questa splendido paesaggio (memorabile al tramonto), dal porticciolo per piccole barche a nord, presidiato all’ingresso da una antica torre di guardia genovese. In paese tra strade e vicoli oltre ai ristoranti e caffè c’è anche l’ottima Boulangerie du Cap (forno) dove va assaggiato il fragrante “fiadone”, tipico dolce corso a base di brocciu e limone che si scioglie in bocca deliziando il palato (e minacciando pericolosamente la linea).

Erbalunga Corsica

Per il primo bagno c’è un’ampia scelta. Si può ancorare su un fondale sabbioso davanti alla spiaggia di Sisco, dove chi ama le immersioni potrà contattare il locale centro sub Dollfin che ha in “listino” anche diversi relitti come il P47 de Miomo, un caccia americano integro, poggiato su un fondale di 20 metri, diventato habitat di cernie e murene oltre che di coralli rosa cresciuti sotto le ali.

Ci si può fermare nella limpida baia di Pietracorbara, ornata da una lunga spiaggia, oppure raggiungere la ancora più lunga spiaggia di Misincu (ben 2 km) nell’ansa con acque strepitose a nord di Porticciolo, un ameno borgo composto di case con i tetti in ardesia tra vicoli fioriti e scalinate che portano a una minuscola quanto caratteristica darsena con barchette all’ormeggio.
Un miglio e mezzo prima lo annuncia la possente Torre di Losse, affacciata su una insenatura sabbiosa dalle acque cangianti. È una delle 35 torri costiere del Cap, che meritano una divagazione storica.

Le torri genovesi

Nel 1512 il Banco di San Giorgio, cui Genova passò la sovranità l’isola dal 1453 fino al 1562, oltre a quella di Losse di torri lungo la costa ne fece costruire un centinaio, a pianta quadrata o, la maggior parte, a pianta circolare con massicce mura di pietra per contrastare “li turchi”, costante afflizione delle coste del Mediterraneo, che nonostante la sconfitta subita nella battaglia di Lepanto continuavano a imperversare su questi lidi.

Le torri dovevano avere tra loro una distanza tale da consentire la visibilità di segnali di fuoco o di fumo da una torre all’altra, in modo tale da avvertire la popolazione appena all’orizzonte compariva una flotta barbaresca. Un buon sistema, considerando che, ad esempio, nel Cap in una sola ora si poteva trasferire il segnale di pericolo da una parte all’altra della penisola. L’epopea delle torri durò per tre secoli, fino all’inizio del 1800 quando vennero abbandonate alle intemperie diventando i suggestivi testimoni di quell’epico periodo.

Durante il quale non sono mancati atti di puro eroismo come quello del capitano paolista Giacomo Casella alla Torre di Nonza nel 1769, durante l’invasione della Corsica ordinata dal Re di Francia – i cui soldati armati fino ai denti erano sbarcati a migliaia sull’isola dopo il trattato di Versailles del 15 maggio del 1768 – che con la forza voleva “pacificare” l’isola difesa dalle milizie organizzate dal Generale Pasquale Paoli, “U Babbu di a Patria”.

Il suddetto Casella – peraltro privo di una gamba persa in alte battaglie – tenne testa letteralmente da solo alle truppe del Conte De Grandmaison, che a capo di una considerevole armata cercava di espugnare questa importante piazzaforte, e lo costrinse a trattare la resa alle sue condizioni – che includevano anche gli onori militari – con un ingegnoso espediente. Si chiuse infatti nella Torre, puntò l’unico cannone verso la strada di accesso, dispose fucili in ogni feritoia manovrandoli con cordicelle legate ai grilletti per farli sparare in contemporanea gridando nel frattempo ordini per dare così l’impressione di essere al comando di una compagnia bene armata. Quando uscì dalla fortezza da solo, grande fu la sorpresa e la rabbia dei francesi nel vedere che si trattava di un uomo soltanto e di essere stati quindi beffati, ma Grandmaison ne apprezzò l’audacia e lo fece accompagnare illeso fino agli accampamenti del generale Paoli a Murato.

Macinaggio

Proseguendo verso nord, superato il marina di Santa Severa, piccolo porto di charme del paesino di Luri, si raggiunge il primo vero porto turistico, grande e moderno, di questo versante, ossia Macinaggio, una tappa “obbligata” per i diportisti che aspettano il momento buono, cioè il “vent calm or faible” per doppiare il Capo. E l’attesa può anche essere lunga. La vivace cittadina però si presta a un soggiorno piacevole, ricca com’è di negozi e boutique quanto di ristorantini e caffè. E per quanto riguarda le spiagge, in loco ce n’è una delle più belle della Corsica, Tamarone, specchio di cristallina acqua turchese dove si arriva con una breve passeggiata a piedi (o in tender col bel tempo).

Se poi il meteo persevera nel remare contro, si può arrivare al Cap percorrendo un tratto – per esempio fino a Barcaggio – dell’antico Sentier du Douanier che costeggia il litorale da Macinaggio a Centuri facendo tappa nelle splendide baie che lo costeggiano.

Macinaggio Corsica

Col bel tempo invece si mollano gli ormeggi per costeggiare la citata spiaggia di Tamarone e fare un tuffo nelle mitiche acque tra la Plage des Iles e le Isole Finocchiarola (A Terra, Mezzana e Finocchiarola, coronata da un faro), Riserva Naturale dove è vietato sbarcare dal 1 marzo al 31agosto e non si può ancorare a meno di duecento metri di distanza.

Lasciate a sinistra tutte le Finocchiarola (non c’è fondo tra queste e la costa) siamo ormai arrivati al Cap, la rotta ruota a nord ovest e il litorale diventa un susseguirsi di bellissime baie dall’acqua caraibica dove dar fondo: la Rade de Santa Maria riconoscibile dalla sua torre diroccata, un paio di calette a cavallo di Punta Vecchia, la baia di Capandola e poi, doppiata Point d’Agnello, la superba Barcaggio, un ottimo ancoraggio davanti a una lunga spiaggia lunata orlata di ginepri, parzialmente occupata da placide mucche dalle lunghe corna che vi pascolano imperturbabili, anche loro forse attratte dalla vista della brulla isola della Giraglia, tutta di serpentino verde, su cui svettano faro e torre genovese (stavolta eretta per via dei Pisani). Il borgo, piccolo e solare è dotato di un porticciolo per piccole barche (ben protetto anche dal Grecale), e offre anche un paio di ristoranti per chi non ha voglia di cucinare.

La costa occidentale

Ripreso il largo e doppiato il solitario borgo di Tollare con la sua graziosa spiaggia, la quinta di colline, che sullo sfondo ha accompagnato sin qui la rotta, si innalza porgendo al mare gli speroni aguzzi del Col de la Serra. Capo Grosso, Punta di Corno di Becco, Capo Bianco scandiscono la parte iniziale dell’impervio e frastagliato versante occidentale di Cap Corse, che in una sua piega ospita Centuri, il più pittoresco tra i borghi di pescatori della Corsica, stretto intorno al suo porticciolo dove trovano riparo solo un manipolo di pescherecci, piccoli natanti e gommoni. Le altre barche però possono dar fondo nella accattivante rada poco più a nord e scendere a terra in tender per visitarlo e degustare la specialità della pesca locale, ossia l’aragosta, naturalmente proposta in tutti i ristoranti del centro abitato (ma attenzione alle trappole per turisti).

Centuri Corsica

Proseguendo verso sud la costa è un susseguirsi di pendici immacolate ricoperte da un vellutato mantello vegetale tra cui fanno capolino sporadici paesini a mezzacosta. Un paesaggio magnifico impreziosito da due deliziose calette color smeraldo, la paradisiaca quanto solitaria Anse d’Aliso (ad agosto non c’era nemmeno una barca) con la sua piccola spiaggia di sabbia bianca, e Marine de Giottani che trova spazio tra due massicci promontori ospitando una bella spiaggia di ciottoli e un minuscolo borgo con porticciolo adiacente a una torre genovese diroccata.

La costa poi torna compatta rivelando dopo Punta di Canelle una struttura inquietante aggrappata alla nuda roccia. Si tratta dello stabilimento per la produzione di amianto costruito nel 1953 da Eternit per lo sfruttamento della sottostante miniera scoperta alla fine dell’Ottocento. Fu chiusa nel 1965 ma le sue polveri scaricate in mare hanno cambiato per sempre l’aspetto delle spiagge di Marine d’Alb, abbellita da una torre genovese, e Nonza, ricoprendole di un mantello grigio, oggi fortunatamente non più pericoloso e che ha finito per conferirgli un fascino del tutto particolare.

Quella di Nonza è la più grande, una immensa distesa di sabbia scura – la cosiddetta “spiaggia nera” – verso cui degradano rapide le colline dei monti circostanti. La sorveglia dall’alto il borgo omonimo adagiato su uno sperone di roccia a strapiombo sul mare che 600 gradini separano dai diportisti che vogliono visitarlo. La ricompensa è una piacevole passeggiata tra un nugolo di ridenti casette addossate l’una all’altra che seguono la pendenza del terreno terrazzato, sovrastate dalla Torre di Nonza, di cui abbiamo parlato precedentemente. Da qui la vista sul vicino Golfo di St. Florent è magnifica. Nella parte più interna è annidata la cittadina da cui prende il nome, che ospita un sicuro port de plaisance dove passare la notte prima di tornare a Bastia. O forse chissà proseguire invece per Calvi, ma questa è un’altra storia.

COME ARRIVARE

In nave – La crociera proposta parte da Bastia, che può essere raggiunta comodamente con le navi della compagnia di navigazione Moby Lines (www.moby.it) del Gruppo Onorato Armatori . con le navi delle compagnie di navigazione Moby Lines (www.moby.it) e Corsica Ferries (www.corsicaferries.com) che partono perlopiù da Livorno, Genova e Savona Nizza. Chi acquista un biglietto Moby o Tirrenia per raggiungere Sardegna, Corsica, Elba, Sicilia e Tremiti entro il 31 maggio 2017 per partenze fino al 18 dicembre per Moby e fino al 31 dicembre per Tirrenia riceveranno un buono in euro pari al 25% dell’importo pagato, al netto di tasse, diritti e competenze.

CHARTER In barca – In Corsica e lungo la nostra costa tirrenica operano molte compagnie compagnie di charter nautico. Tra queste 43° Parallelo Boat Charter

PORTI E MARINA

  • Vieux Port (Quai de la Madonetta, Bastia, 0033 4 95313110; vieuxport@ville-bastia.fr – VHF Canale 9). Porto turistico nel pittoresco “vecchio porto” di Bastia, situato nel cuore della città antica, alle pendici dell’antica Cittadella, . Dispone di 260 ormeggi con acqua e corrente elettrica per barche fino a 30 metri. È gestito dal Comune. Aperto tutto l’anno. Vento di traversia: libeccio.
  • Port Toga (Ville de Pietrabugno, Bastia, tel. 0033 4 95349070; port.toga@orange.fr – VHF canale 9). Porto turistico subito a nord del porto commerciale di Bastia. Offre 357 ormeggi con acqua ed energia elettrica per barche fino a 30 metri di lunghezza. Tra i servizi: distributore di carburante, bar/ristorante, lavanderia, scuola vela, shipchandler, officina, travel lift.
  • Macinaggio (Régie du port de Macinaggio, tel. 0033 4 95354257 – VHF canale 9). A 17 miglia da Bastia, 38 da Portoferraio. Il porto turistico più grande di Cap Corse. Dispone di oltre 500 ormeggi per barche fino 50 metri di lunghezza. Tra i servizi: distributore di carburante, lavanderia, servizi igienici, gru.Port de plaisance.
  • Centuri (Mairie de Centuri, ) Piccolo porto peschereccio che ospita imbarcazioni al massimo di 10 metri di lunghezza e poco pescaggio. Dispone di 75 ormeggi lungo le banchine.
  • Santa Severa Marina (Bureau du Port, Luri – VHF canale 9), piccolo porto ben protetto da un molo semicircolare offre 155 ormeggi dotati di acqua e corrente elettrica per barche fino a 12 metri. Distributore di carburante.

Lungo la costa del “dito” ci sono poi anche dei ricoveri e porticcioli per piccole barche e gommoni come il marina di Erbalunga, Porticciolo e Barcaggio.

RISTORANTI

  • Le Pirate (Le Port, Erbalunga, tel. 04 95332420; www.restaurantlepirate.com). In una casa in pietra affacciata sul porticciolo questo rinomato ristorante propone un’ottima cucina a base di pesce, charcuterie corsa e una esaustiva selezione di vini isolani, e non, da gustare sulla terrazza o nella sala “pied dans l’eau”. Aperto da Pasqua a ottobre.
  • Vela d’Oro (Macinaggio, tel. 04 95354246). In un vicoletto di fronte al marina è la scelta migliore per gustare aragoste – che albergano in una vasca a vista nel locale – preparate in vari modi. Gli ingredienti utilizzati per tutti i piatti in menù sono freschissimi la pasta è fatta in casa, i vini selezionati.
  • U Fanale (Barcaggio, tel. 04 95356054). Vicino al porto propone un menu creativo a base di ingredienti freschissimi – a partire dal pesce appena pescato e ben preparato – su una terrazza ombrosa con vista sull’isola della Giraglia. Aperto da aprile a settembre.
  • A Macciotta (Port de Centuri, tel. 04 95356412). In posizione sopraelevata, i tavoli sulla terrazza si affacciano sul porticciolo. Ottima cucina italiana di mare. Da provare gli spaghetti all’aragosta, le cozze con il brocciu e le grigliate a base di pescato del giorno.
  • La Pinta (Port de Toga, Bastia, tel. 097 3646826). Nel porto turistico offre un attraente menu di piatti mare e monti che si rivelano generosi e ben preparati. Da provare le tapas. Di sera c’è musica con dj. Ottimo servizio e atmosfera.

ALBERGHI

  • Hotel Des Gouverneurs (3 Bis Rue Des Turquines, Bastia, tel. 0033 4 95471010; www.hoteldesgouverneurs.fr). Quatto stelle nel cuore della Cittadella, dispone di 26 camere e suite lussuosamente arredate, la colazione è servita in camera o su meravigliosa terrazza panoramica sul mare. A disposizione, bar, piscina coperta, biblioteca e centro benessere con sauna e hammam.
  • Hotel Demeure Castel Brando (Erbalunga, tel. 0033 4 95301030; www. castelbrando.com). Questo quattro stelle di charme è ambientato in una bella dimora del 1800 e le sue dependance, tra palmeti e piante esotiche secolari a pochi minuti dal mare. Autentica oasi di pace all’inizio di Cap Corse, dispone di camere accoglienti, piscina all’aperto, vasca idromassaggio, biblioteca, spa & centro benessere, parcheggio privato
By | 2018-03-23T12:19:30+00:00 marzo 23rd, 2018|Categories: Viaggi|Tags: , , , , |0 Comments