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Porti della Toscana

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Porti della Toscana2018-02-28T13:41:58+00:00

Porti della Toscana

Tavola 5 Da Marina Di Carrara a Livorno

A Nord di Capo Lena si incontra Loano, insediamento abitativo notevole, con lunghe spiagge, dotato di due pontili di 40 e 60 m: il secondo, accanto alla foce del torrente Maremola, è dotato del fanale n. 1513.5, montato su un palo dipinto a fasce rosse e verdi. A terra si trova una importante struttura cantieristica, in corrispondenza ad una boa da ormeggio, in ferro.

Nei pressi del Capo Noli il monte omonimo sovrasta il Capo dalla sua quota di 276 m, creando una costa scoscesa e di roccia. Sulla sommità si trova la costruzione di un ex semaforo. Nel tratto a sinistra del Capo è ben evidente il taglio della strada statale Aurelia. La successiva Punta del Maiolo ha di fronte l’Isolotto di Bergeggi, alto 64 m, e nel passo tra i due il fondale è di circa 10 m.

Il faro del Capo di Vado, n. 1514, si trova pressochè sul livello del mare ed è ben evidente con la sua costruzione composta da una torre ottagonale addossata ad una costruzione quadrangolare, il tutto bianco.

Oltre il Capo, è imponente l’insediamento industriale con i diversi pontili e notevole traffico: molte le navi nella rada, buon ancoraggio. Vado si distingue per i suoi 2 alti fumaioli dipinti a fasce rosse e bianche. Dalle vicinanze del faro, dalla punta del capo, si estende un molo a gomito orientato verso Nord che insieme ad un altro più a Nord, costituisce un piccolo porticciolo utilizzato come attracco per i traghetti. Rispetto all’andamento della costa, Punta Invrea spicca appena e si caratterizza con i merli della torre del castello omonimo. Poco fuori la punta, sono note alcune secche rocciose ove si trovano spesso piccole barche alla fonda, per pesca professionale e sportiva. Nelle vicinanze della punta vi è una Base Misurata. Capo Arenzano è contornato di scogli.

Tavola 6 Da Livorno A Punta Del Molino

A Sud di Livorno, il litorale è caratterizzato da una costa abbastanza alta e rocciosa, frastagliata e cosparsa di scogli sottocosta. Ancora nell’abitato di Livorno si ritrovano gli approdi militari dell’Accademia Navale di Livorno ed i porticcioli di Ardenza ed Antignano. Si susseguono poi diverse torri che scandiscono la costa. Attenzione non conoscendo i luoghi ad avvicinarsi sottocosta.

Torre del Boccale, sorge ad una quota di circa 10 m dal mare, è quadrata e con i contrafforti che si allargano alla base: accanto, a sinistra, vi è una costruzione, mentre a destra si nota un grande ponte della via Aurelia e della ferrovia. Torre Calafuria è parte integrante di un castello costruito proprio nelle prospicienze del mare. Torre del Romito, invece, sorge in alto: ad oltre 90 m sotto di essa si trova il porticciolo di Castel Sonnino.

Una lingua di bassi fondali, le Secche di Vada, si protende dalla costa fino al faro di Vada n. 1975, costituito da una torre cilindrica nera con fascia centrale rossa. Numerosi gli scogli affioranti, sotto costa; noti quelli chiamati “I Catini”, a Nord di Punta Catena. Prima di Vada, venendo da N, vi è un grande pontile con un fanale in testata n. 1979.2 ed un secondo sul gomito esterno n.1979




Tavola 7 Da Punta del Molino a Punta Ala con il Golfo di Follonica e l’Isola d’Elba

Il massiccio roccioso che culmina col Monte Massoncello alto 286 m crea una costa alta e rocciosa che inizia da Porto Baratti e si sviluppa fino al porto di Piombino. Il faro n. 2012, costituito da un traliccio su casotto bianco ne segna l’estrema punta Nord, mentre quello a Sud, il n. 2020, spicca da una torre quadrata in muratura orlata da merli. Nel Canale di Piombino si trovano le due piccole isole di Palmaiola e Cerboli.

La prima ha, nelle vicinanze a NE, uno scoglio visibile, ed a 450 m a NNE una secca con circa 4 m di fondo. Al centro dell’isola, sulla cima, si erge una torretta quadrangolare su una costruzione bianca, con sopra il faro n. 2016. Cerboli ha anch’essa una vecchia torre sulla sommità, ma è sprovvista di fari. Nel canale sono noti e ben evidenziati sulle carte gli effetti di deviazione magnetica, creati da cavi sottomarini (fino a + 2,5°).

Il Golfo di Follonica si apre passato il Canale di Piombino. Bisogna fare attenzione a una secca di 2 m a Sud di Torre Mozza e alla Secca del Pino, a ponente di Follonica e a circa un chilometro da terra. Anche davanti a Follonica, nella batimca dei 5 m ci sono varie secche di 1,5-2 m. La costa dopo Follonica è bassa e paludosa fino al Fiume Pecora, poi frastagliata. Punta Ala è caratterizzata dall’insediamento del marina omonimo (si rammenta la presenza della Secca del Barbiere a NE dell’imboccatura), dagli Scogli Porchetti e più al largo dallo Scoglio dello Sparviero.

Il passaggio è libero e con fondali sufficientemente profondi: i piccoli fuoribordo passano anche tra i Porchetti e la costa. Sullo Sparviero si rileva una torre mentre si nota sul suo lato di levante un basso e pericoloso fondale che si estende al largo per circa 100 m. Dopo Punta Ala la costa è alta e ripida per circa 3 miglia poi si abbassa e diventa una spiaggia con lo sfondo di una pineta fino a Castiglione della Pescaia.

Tavola 7A L’Isola Capraia

Terza isola per estensione dell’arcipelago toscano, la Capraia, di origine vulcanica, è frastagliatissima e piena di insenature e grotte. A Ovest presenta delle montagne, il cui picco è 445 m. Il faro è a Punta Ferraione. Venti molto forti dal I quadrante non sono rari durante l’inverno, mentre in primavera dominano dal II e III.

Il libeccio in particolare è fastidioso poiché si infila tra le colline e arriva violento in porto. Il maestrale è normale in estate. A Cala Mortola c’è l’unica spiaggia dell’isola, mentre davanti a Punta della Teia fare attenzione alle Formiche, a circa 400 m da terra. A Est sono praticabili Cala del Zurletto, poco sotto Punta del Ferraione, e Cala Ceppo, sotto Punta della Civitata, fino ad arrivare alla scenica Cala Rossa, quasi a Punta dello Zenobito. A Ovest ci sono due calette buone per l’ormeggio tra lo Scoglio della Peraiola e Punta della Manza.

Tavola 7B L’Isola Gorgona

Con una elevazione massima di 255 m, l’isola è a oriente coltivata e coperta in parte di alberi, mentre a occidente è più nuda e con coste rocciose a picco, come a Cala Maestra, dove l’ancoraggio è buono. Cala Scirocco, dominata dalla Torre Garibaldi alta 131 m, offre un buon ancoraggio sulla linea che congiunge le due punte, in 13 m d’acqua su un fondo di sabbia e posidonie. A Cala dello Scalo c’è il principale approdo dell’isola.

Tavola 7C L’Isola Pianosa

Il nome dell’isola deriva dalla propria natura fisica, che non evidenzia asperità del terreno oltre qualche decina di m. L’isola è una colonia penale e complicate prescrizioni ne proibiscono l’avvicinamento e lo sbarco, con eccezione per le necessità di sicurezza delle navi (ridosso, ecc.).

E’ stata istituita una zona di tutela biologica attorno all’isola. Punti cardinali dell’isola sono la Punta del Marchese a Nord con il relativo Scoglio Scarpa, ben visibile al largo; l’isolotto La Scola alto e geomco, con una secca a SE con fondale poco superiore ai 2,5 m; la Punta Brigantina a Sud, dotata di bassi fondali e con una piccola costruzione a terra; la Punta Libeccio, all’estremo ovest. Tutta la zona è particolarmente ricca di pesce, nei bassi fondali circostanti, principalmente nella parte Nord.

Tavola 8 Da Castiglione Della Pescaia a Ansedonia, Argentario e Isole

Dopo Castiglione della Pescaia una lunga pineta si snoda anche oltre Marina di Grosseto. Il fiume Ombrone ha un continuo apporto di fango limaccioso, specie nei periodi di piena e le basse acque antistanti sono pertanto sempre poco trasparenti. Poco al largo si rileva un ostacolo affiorante e si dice che siano i resti di una antica costruzione. Presso la foce vi sono due costruzioni. Tra la foce e Cala di Forno si estende una spiaggia lunghissima.

Cala di Forno è immersa nel verde ed a terra si nota una costruzione rurale: domina dall’alto la torre omonima. Al largo, verso W, oltre mezzo miglio dalla costa, vi è un relitto che arriva fino a 6 m dalla superficie. La costa rocciosa ed a picco ma con fondale basso e sabbioso prosegue frantumandosi in scogli solo nelle vicinanze di Talamone. Le Formiche di Grosseto distano dalla costa circa 7 miglia (10,5 M da Talamone) e sono tre isolotti rocciosi e bassi che emergono verticalmente da fondali di oltre 100 m. Il più piccolo è quello a Sud ed il maggiore (detto anche “Formica Grande”) è dotato di un faro (il n. 2136), posto su una torre cilindrica appoggiata ad una costruzione bianca. Su quest’isolotto è possibile sbarcare solo con mare calmo. La Formica Minore si trova su un’ampia secca di circa 3 m che nella parte Nord è cosparsa di relitti.

Porre attenzione alla secca a Nord della formica Grande che arriva ad un minimo di 3 m. A Sud della Baia di Talamone, dopo il torrente Osa e l’omonima Torre, si trova la lunga spiaggia della Giannella, con fondali bassi anche al largo: la spiaggia, specie nella parte a Nord, è frequentata nelle stagioni estive dal turismo che gravita nei campeggi posti all’interno. Nella parte finale ed a ridosso della spiaggia, sono costruite delle ville in una sequenza ininterrotta. Nell’entroterra si trova lo Stagno di Orbetello con fondali tra 0 e 3 m ed un canale escavato navigabile con opportuna prudenza, che lo traversa sino alla cittadina: l’acqua è salmastra ed il canale termina a mare nello sbocco del canale di S. Liberata.

Tavola 8A il Promontorio dell’Argentario con l’isola di Giannutri

Fuori Porto S. Stefano, a Punta Lividonia, è posto il faro n. 2144, in una torre bianca posta su di una costruzione rossa a due piani.

Cala Grande, in estate, è frequentatissima dal diporto; la punta omonima si protende verso il largo come un alto sperone. Avanti ad essa, per giochi di venti e di corrente, il mare monta e schiumeggia anche in condizioni di calma.

L’Isolotto Argentarola è ben staccato dalla costa e privo di insidie; in corrispondenza, a terra, sorge il comprensorio di Calamoresca, con il proprio piccolo scalo per motoscafi, inserito con una monorotaia, nella roccia.

Punta del Bove crea in mare le stesse condizioni della punta di Cala Grande. Più a Sud vi è la piccola insenatura di Cala Piccola (privata) e fuori si scorge con difficoltà la secca di Cala Piatti con uno scoglio affiorante molto pericoloso. Anche Capo d’Uomo è noto per l’intrecciarsi di vento e correnti.

L’Isola Rossa è, in realtà, un promontorio collegato a terra da un’incerta sequenza di sassi staccati. A SE ed a NW, l’isola crea un ottimo ridosso dai relativi venti opposti. Poco a Sud vi è la spiaggia delle Cannelle.

Fra le diverse punte del Promontorio dell’Argentario, Punta Torre Ciana è l’unica con bassi fondali sottocosta e, più oltre, fino a Punta Avoltore, si trovano diversi inaspettati scogli affioranti ed una secca con 4 m di fondo evidenziata anche nelle carte. Dopo Punta Avoltore, nella cala successiva, spicca una costruzione, bianca, con attracco privato: lo sbarco e l’accosto sono vietati ed, in certi periodi, guardati a vista da personale armato.

L’Isolotto è separato dalla costa da un canale navigabile, ma proibito alla navigazione: vi è, nella parte costiera, uno scoglio affiorante pericoloso.

Immediatamente dopo si apre Porto Ercole e prima di arrivare alla Feniglia, la lunga spiaggia che va fino a Ansedonia, c’è Cala Galera, un marina privato. All’Isola di Giannutri si può ormeggiare nella Cala Spalmatoi, al riparo dai venti di ponente, o a Cala Maestra, al riparo da quelli meridionali. Di solito i fondali sono profondi, provocando qualche difficoltà nell’ancoraggio.

Tavola 8B L’Isola del Giglio

L’isola è pressoché monolitica, anche se dotata di insenature, anfratti e punti notevoli. La costa è alta ed ha un massimo di quota a 498 m. Da lontano è ben visibile anche il paese arroccato in alto a circa 400 m (Giglio Castello). La parte a mare della cittadina costituisce il porto del Giglio, mentre un altro centro abitato si sviluppa a Nord in località Campese. Punta del Fenaio, a Nord, ha il faro n. 2156-E 1486, sito in una torre ottagonale bianca con una fascia rossa accostata ad una costruzione.

A Sud della punta, verso Campese, vi è una secca pericolosa. Ugualmente ad Est si trova la Secca della Croce, inaspettata perché a circa 400 m dalla riva. Punta Faraglione termina con un grosso ed alto scoglio. Punta del Capel Rosso, da non confondere con quella dell’Isola di Giannutri, si allunga in mare, rastremandosi lentamente. Vi è un piccolo scalo privato per alare un gozzo; più in alto vi è la torre bianca addossata ad una costruzione a strisce bianche e rosse, nella quale è posto il faro n. 2168-E 1492. I ridossi più utilizzati sono il Campese a Nord, con fondo sabbioso ed un’ampia spiaggia a terra; Cala delle Cannelle e Cala delle Caldane subito a Sud degli Scogli Le Scole. Tra gli scogli e la costa è possibile transitare.

Toscana - Tavola N° 8B L’Isola del Giglio

Tavola 8C L’Isola di Montecristo

L’isola è di natura granitica, con una struttura compatta, ma dotata di diversi anfratti e piccole insenature.

Nel lato ovest, tra Punta del Diavolo e Punta delle Grotte, si trova Cala Maestra che, unica, ha uno sbarcatoio in cemento per l’attracco di piccole imbarcazioni: lo sbarco comunque è tassativamente vietato.

Il fondale marino e la fauna sono stati protetti, istituendo una zona di tutela biologica.

Le Formiche di Montecristo consistono in un unico scoglio (lo Scoglio Africa, dotato del faro n. 2096-E 1454, posto in una torre cilindrica su base troncoconica di pietra) e di due secche a Nord di esso, circa 2,5 M, con un fondale di 6 e 7,5 m.

Tavola 9 Da Ansedonia a Montalto di Castro
Descrizione della costa

La spiaggia della Feniglia termina con un piccolo canale e con il promontorio di Ansedonia, coperto di verde e con diverse costruzioni di ville che vi si intravedono. A SE di Ansedonia vi è la Formica di Burano, un isolotto basso e piatto, di roccia scura. Esso è circondato di bassi fondali e con qualche scoglio affiorante; di notte il faro di Porto Ercole evidenzia con il settore rosso le posizioni di rilevamento tra la