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Porti della Corsica

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Porti della Corsica 2018-02-04T17:19:18+00:00

Porti della Corsica

Tavola 82
Dalla Baie de Figari all’Anse de Cannella
con le Bocche di Bonifacio e il Golfo di Porto Vecchio

Venendo sia da est che da ovest, l’approccio alle Bocche è facilitato dalla presenza degli alti monti del sud della Corsica. Importante è il riconoscimento del faro di Lavezzi (0924) e dello scoglio di Lavezzi (0925) che segnala la zona pericolosa per la presenza di bassofondo scoglioso.

E’ inoltre opportuno riconoscere il faro di Razzoli (1000) sull’isola omonima (Arcipelago de La Maddalena). La presenza di elettrodotto ad alta tensione fra S. Teresa di Gallura (Sardegna) e la Corsica, disposto per nord-sud, protrebbe indurre qualche anomalia magnetica al passaggio su di esso (fino a 3° di deviazione).

Con vento forte da ponente (praticamente è il vento più frequente) si forma una sensibile corrente (fino a 3 nodi) nello stesso senso del vento. Analogamente con vento da levante (molto meno frequente).

Nelle Bocche è molto importante avere delle carte nautiche aggiornate e particolareggiate, a causa di una gran quantità di secche e scogli insidiosi.

Per il regime dei venti dominanti conviene girare la Corsica in senso antiorario. Venendo da Bonifacio e Cap Pertusato il passaggio più facile e sicuro verso levante è a Sud del faro sullo Scoglio Lavezzi. Per abbreviare il percorso, di giorno, si può tentare il passaggio della Piantarella, facilitato da alcune mede. E’ bene prestare attenzione alle precise istruzioni e seguire una buona carta.

Il primo ormeggio sicuro è l’incantevole Golfo di Sant’Amanza, seguito dal Golfo di Rondinara. Prima di giungere a Porto Vecchio altri due golfi offrono un ormeggio per passare la notte: il Golfo di Porto Novo e il Golfo di Santa Giulia.

L’approccio notturno a Porto Vecchio, il miglior riparo della costa orientale, è facilitato dal faro di Punta Chiappa (0919) con portata nominale di 23 M e dal fanale di guida a settori verde-bianco-rosso. Fare attenzione ai numerosi scogli e secche all’interno del Golfo.

La costa orientale della Corsica é, segnatamente d’estate, caratterizzata da lunghi periodi di mare calmo lungo la costa. Tuttavia, l’approssimarsi di venti da sud e sud-est è avvertibile dall’ingrossarsi delle onde, per cui, se all’ancora, conviene salpare. Questo tratto di costa è piuttosto rettilineo, con fondali che scendono ripidi, per cui non si prestano molto per la fonda. A N di Porto Vecchio la costa offre pochi ripari e ha pareti rocciose.

Il Golfo di S. Cipriano ha un buon ancoraggio nella parte N, subito dietro l’Isola S Cipriano. Il Golfo di Pinarellu è l’ultimo riparo fino a Solenzara. Ancorare o sotto l’abitato o davanti le spiagge. Le anse successive sono consigliabili solo per una fermata temporanea.

Tavola 83
Dall’Anse de Cannella a Campoloro

Anche questo tratto di costa è piuttosto rettilineo e valgono le stesse precauzioni per il vento tipiche di tutta la costa orientale, ben riparata dai venti occidentali ma aperta a quelli orientali dei quali generalmente si ha sentore dall’ingrossarsi delle onde lunghe in arrivo (in francese la “houle”).

Dopo Solenzara le montagne arretrano rispetto alla linea di costa esi alternano spiagge e lagune costiere. Tenendosi almeno un miglio al largo per evitare secche sabbiose si arriva fino a Campoloro senza alcun riparo. In estate prevalgono i venti da ovest.




Tavola 84
Da Campoloro a Santa Severa con Bastia

Il confine italo-francese è segnato fisicamente dal fiume S. Luigi. Provenendo dalla Francia, Capo Mortola è il primo punto cospicuo che si incontri: al largo del capo, a circa 300 m, si trovano degli scogli ed alcune secche pericolose per la navigazione: una boa diurna ne segnala la presenza e di tenersi ben a Sud.

Subito ad Est di Capo Mortola esiste una zona per il ripopolamento ittico, costituita da alcune strutture sistemate su fondali di 20/50 m; detta zona è segnalata da boe poste sui vertici ed è interdetta alla sosta, alla pesca, alla navigazione e ad ogni altra attività marittima subacquea o di superficie. Capo dell’Arma è circondato per oltre 250 m da scogli.

Esso è alquanto curvilineo e, visto nel profilo, venendo da Bordighera, si presenta come una punta con declivio dolce e colline all’interno. Il Faro n. 1474 è posto su una torre bianca di forma cilindrica, addossata ad una costruzione bianca con fascia nera. Superata Arma di Taggia, davanti a Riva Ligure, si può ancorare su un fondo buon tenitore di sabbia e riparato dai venti del I quadrante.

La città di Imperia ha sviluppato le proprie strutture marittime in due distinti porti: Porto Maurizio a ponente ed Oneglia a levante, nelle immediate vicinanze del torrente Impero. Ambedue le strutture sono dotate di aree per il diporto.

Nella parte centrale dell’insenatura tra Capo Berta e Capo Cervo c’è un buon ancoraggio su sabbia, riparato dal I e IV quadrante. Capo Mele è noto ai naviganti come buon ridosso nella parte ad WSW, su fondo sabbioso, proteggendo dai venti di NE, N e NW.

Spicca, a mezza costa, il faro n. 1506, alloggiato su una torre bianca ottagonale, coperta da una cupola argentea, il tutto appoggiato ad una costruzione rossa a tre piani. Appena dietro al Faro, il territorio si erge fino a quota 210 m e tiene sulla sommità una costruzione adibita a stazione segnali, con l’antenna della stazione Radar. A WSW del capo, di fronte a Marina di Andora, un buon ancoraggio è riparato dal I e IV quadrante.

Provenendo da SW si trova, a ridosso della spiaggia con davanti un buon ancoraggio, la cittadina di Alassio, con un piccolo pontile di attracco: più oltre vi è il Capo S. Croce dalla punta della quale si diparte il molo foraneo del porto turistico di Alassio. A sud ovest di Capo Santa Croce è posizionata una barriera sottomarina lunga circa 1500 metri e larga 50 metri: nella zona intorno alla barriera sottomarina sono vietati l’ancoraggio e la pesca comunque esercitata. Alla radice si trova una Cappella Votiva in colore grigio.

Capo Lena è lo sbocco a mare del fiume Centa. Attorno ad esso si ergono numerosi centri abitativi moderni che rappresentano la zona perimetrale di Albenga. Tra i due punti cospicui è presente l’Isolotto Gallinara, piccola coppa rotondeggiante, con un prolungamento verso SW; è coperto di vegetazione e sulla cima si trova una torre e un piccolo campanile.

Tavola 85
Da Santa Severa a Punta di Canelle
con Capo Corso e l’Isola della Giraglia

A Nord di Macinaggio, superate le isole Finacchiarole, la rada di S. Maria offre un buon riparo. A circa 1 M a Nord di Capo Corso si trova l’isolotto della Giraglia, ben noto per una tipica regata velica che lo vede quale “boa” di virata, biancastro e dirupato con un faro (0901) avente una portata nominale di 28 M.

La costa occidentale a sud di Capo Grosso presenta numerose anse molto aperte, buone per ridosso da venti di levante ma con fondali scoscesi e rocciosi. Solo 15,3 M separano la costa italiana della Capraia (Punta del Trattoio) dalla Corsica (porto Macinaggio).

A parte le Bocche di Bonifacio, è la minima distanza in mare aperto fra Italia e Francia e praticamente la congiungente le sudette località segna il confine fra Mar Ligure a nord e Mar Tirreno a sud. Il passaggio è difficoltoso con vento di tramontana e maestrale. Improvvisi salti di vento sono sempre frequenti e il mare nei pressi di Capo Corso monta molto velocemente.

A Ovest si apre la Baia di Centuri, unico riparo fino a S Florent. La Marina di Giottani non è altrettanto sicura, con solo un piccolo approdo per gommoni o barche di poco pescaggio. Comunque con il maestrale forte è meglio cercar riparo altrove.

Tavola 86
Da Punta di Canelle a Capo Mursetta
con il Golfo di S. Florent, l’Ile Rousse e la Revellata

Il golfo di St. Florent è abbastanza ridossato dai venti occidentali, e un buon ormeggio è nella rada e nell’ansa di Fornali. La costa è frastagliata e rocciosa e ci sono tante insenature con belle spiagge. Con il bel tempo è una costa piacevolissima. Dopo Punta di l’Acciolu la bella ansa di Peraiola accoglie con una bella spiaggia.

L’Ile Rousse offre riparo sia dalla parte della darsena che dall’altro lato, nella Cala di Branca. Tra l’Ile Rousse, segnalata da un faro (0983), e Calvi la costa è frastagliata con fondali rocciosi; l’unico punto di ridosso è il porticciolo di S. Ambrogio. Attenzione alla Secca di Algajola, a 1 M dalla costa davanti all’omonimo paese, segnalata da una meda.

La cittadina di Calvi è costruita su una zona rocciosa, con la cittadella dominata da un campanile quadrato. Ottimo ridosso per i venti occidentali. L’approccio notturno è facilitato dal faro di Punta Revellata (0975).

Tavola 87
Da Capo Mursetta a Cap De Feno
con i Golfi di Porto e di Sagone

Come tutta la costa occidentale corsa, la zona è molto frastagliata, dominata da una catena montuosa i cui picchi incombono da altezze che superano gli 800 m per arrivare ai 1620 e ai 1280 proprio sopra Porto, il cui golfo fra Cap Cenino e Cap Rossu si presenta peraltro completamente aperto ai venti occidentali.

L’unico ridosso da tali venti si può trovare nel bellissimo Golfo di Girolata, specialmente nel porto naturale formato da un’ansa ai piedi della Torre. L’unico faro in zona è quello piuttosto modesto sull’isola di Gargalo presso Punta Palazzo.

Dopo Porto e Cap Rossu la costa è frastagliata e presenta molte anse, sempre però aperte ai capricci del maestrale, fino al Golfo di Sagone, che non ha fari per il riconoscimento notturno.

Qui, nella Baia di Sagone si può ormeggiare al riparo dai venti di Ovest.

Tavola 88
Da Cap De Feno a Pointe Senetosa
con i Golfi di Ajaccio e di Valinco

Il golfo di Ajaccio è ben segnalato: si estende fra Punta de la Parata e Capo Muro, aperto ai venti occidentali e sud-occidentali. I fondali sono alti fino a breve distanza dalla battigia. Entrando di notte da Punta de la Parata è meglio passare fuori dalle Isole Sanguinare, e proseguire per Ajaccio facendo attenzione agli Scogli della Guardiola.

Durante il giorno si può passare, accorciando, tra Punta Parata e l’Isola Porre, rimanendo più vicini alla punta. Fino a Cap Muro ci sono diverse baie dove dare fondo, prestando attenzione ai numerosi scogli. Nel Golfo di Valinco è sempre alta e frastagliata la costa e ben segnalata da fari e da numerosi torri.

La Baia di Cupabia è ben ridossata da tutti i venti meno il libeccio e ha un fondo di sabbia buon tenitore. Anche a Porto Pollo si può ancorare, e entrando dalla punta attenzione agli scogli. Di notte, dirigendo verso Propriano, rimanere nel fascio bianco del faro. L’ottimale è dirigere sul faro per 90°.

La Baia di Campomoro è un ottimo ancoraggio meno che col maestrale, quando conviene andare a Porto Pollo a circa 5 M. Da qui fino a Bonifacio è un tratto di costa poco frequentato e senza strade che vi corrono vicino al mare. Diversi i ripari e le insenature praticabili.

Una cala è proprio prima di Punta Senetosa. Anche il Golfo di Roccapina offre un ottimo riparo. Entrando nelle Bocche sono due le insidie: gli Scogli dei Monaci e d’Olmeto. Molta prudenza!