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Porti della Campania

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Porti della Campania 2018-02-03T16:09:00+00:00

Porti della Campania

Tavola 15 Da Punta Stendardo a Torre Gaveta

A parte il promontorio roccioso di Scauri e nella zona del monte Petrino la costa è bassa e con la spiaggia. Tra Gaeta e Formia fare attenzione, specialmente nei movimenti notturni, ai campi di mitili sottocosta.

A Est del promontorio di Scauri c’è una scogliera, in fondo all’insenatura, che si protende in direzione ESE e sommersa negli ultimi 100 m, mentre più a levante un’altra a fior d’acqua si allunga verso SE. Nei pressi delle foci del Garigliano e del Volturno è meglio passar larghi poiché banchi di sabbia rendono spesso la profondità inferiore a quella segnata sulla carta.

Tavola 16 da Torre Gaveta a Capo Sottile
con Il Golfo Di Napoli, Ischia, Procida e Capri

Il Golfo di Napoli si sviluppa tra Capo Miseno e Punta Campanella, coronato a Nord dalle isole Ischia e Procida ed a Sud da Capri. Il traffico intensissimo di ogni sorta di battelli mercantili, da diporto e militari fa consigliare una particolare attenzione e la consultazione delle norme particolari e prescrizioni alle singole specifiche Capitanerie dell’ampio golfo.

Lungo la costa di natura sabbiosa e rocciosa, spicca Capo Miseno, grosso masso di tufo, coltivato solo nella zona rivolta alla terraferma: è unito ad essa da un istmo di sabbia. Sul capo si trova una torre addossata a una costruzione a 2 piani, entrambe bianche, con sopra il fanale n. 2402. Ad Est del capo si trova una boa che emette luce a lampi gialli: subito a Nord inizia un’ampia zona di coltivazioni di mitili, interdetta e comunque pericolosa per la navigazione. Nella parte settentrionale del Golfo di Pozzuoli bisogna fare attenzione ad alcune secche.

L’Isola di Nisida è anch’essa di natura vulcanica: è infatti uno dei tanti crateri spenti della zona. La sua forma circolare racchiude un piccolo bacino, Porto Paone, a cui si accede attraverso una piccola insenatura; le sue sponde sono alte e rocciose. All’estremo Nord è sistemato il faro n. 2416 su di un palo verde alto 5 m. Nei pressi della riva, a SW dell’isola, si segnala il pericolo di frane o caduta di massi e irregolarità dei fondali. Tenersi al largo. Superata l’isola e arrivati nei pressi di Punta Cavallo c’è a SSE la Secca della Cavallara, distante circa 500 m. da terra. Arrivati a Punta Posillipo siamo nella rada di Napoli. Sovrastato dall’imponente vulcano, il Vesuvio, ben visibile per la sua posizione presso il mare il Golfo di Napoli si estende per una lunga parte del litorale che va da Capo Posillipo a Punta Campanella. Al porto si accede da due bocche (Bocca Principale e Bocca di Levante). La costa a Nord del golfo è costituita da colline verdeggianti dove si trovano uno svariato numero di crateri spenti.

La parte a Sud del golfo è di natura montuosa. La rada di Napoli ospita sempre numerose navi alla fonda, sia mercantili che militari. Si rammenta che la flotta Nato dislocata nel Mediterraneo fa capo a Napoli e non è difficile vedervi all’ancora le più famose navi da guerra americane. Ad Ovest del porto mercantile, tra Posillipo ed il Castel dell’Ovo, spicca, specie di notte, per l’illuminazione, la via Caracciolo, noto lungomare della città. La città continua fino alle pendici del Vesuvio. La costa oltre Torre del Greco è rocciosa di origine vulcanica.

Da Castellammare di Stabia e per tutta la penisola sorrentina dominano i monti e la costa è frastagliata, con tante insenature e spiaggette. Sulla sommità dello Scoglio del Vervece, davanti a Massa Lubrense, è posta una meda con il faro n. 2592. La meda è colorata a fasce rosse e nere con doppio miraglio sferico. Il passaggio, tra Capri e la terraferma, è segnalato da due fari. A Punta Campanella vi è il faro n. 2596, allestito su di un traliccio, accanto ad una torre saracena (Torre Minerva). Sull’isola di Capri, a Punta Tiberio (Punta del Capo), si trova l’altro faro, il n. 2600, posto sullo scoglio “La Longa di Mezzogiorno”, su di un candelabro con riservetta, dipinti di bianco. Al traverso del canale sono posti cavi sottomarini ed una condotta (Porto di Capri – Bacoli). Su detta zona e per circa mezzo miglio sono proibiti e la pesca e l’ancoraggio. Punta Campanella è coronata da alte montagne, tra le quali spicca il Monte Costanzo dove si trova l’omonimo Convento. Subito dopo la punta si apre la Cala di Ieranto, un ottimo ancoraggio con i venti settentrionali. Proseguendo verso ovest, la costa presenta un tratto di spiaggia all’altezza di Marina di Nerano, con un piccolo paese di case di pescatori.

L’estremità di questa zona è segnalata da Punta S. Elia, sormontata da antiche fortificazioni e da una casa bianca a 2 piani. A levante della punta, la costa si presenta rocciosa e ripida; la riva è erosa da numerose caverne. In questo tratto di costa si evidenzia l’isolotto di Isca sul quale si trova una costruzione immersa nel verde. Gli isolotti Li Galli sono formati da tre scogli di natura rocciosa.

Il più grande, il Gallo Lungo, è ricoperto da cespugli tra i quali si intravede una torre. Sulla sommità vi è un traliccio bianco quadrangolare, altro 12 m sul quale si trova il fanale n. 2616. Gli altri due isolotti, Castelluccia e La Rotonda, sono ricoperti da vegetazione solo nella parte superiore. Si segnala una zona di secche tra la Castelluccia e lo Scoglio Vetara; per aggirare il pericolo tenersi più vicino a Vetara. Più a E, lungo la costa dominata dalle montagne che scendono verso il mare, spicca Positano sita tra le pendici del Monte S. Angelo e del Monte Comune. Il paese è costituito da piccole case bianche che discendono sin verso il mare. Presso la riva si trova una chiesa con il tetto rosso e con la cupola in maiolica verdastra. Sulla spiaggia sempre affollatissima è vietato l’approdo.




Tavola 16A Ischia E Procida

Quasi al centro del canale di Ischia vi sono le Formiche di Vivara, segnalate dal fanale n. 2366 posto in una meda luminosa elastica, cardinale W, dotata di miraglio: il fondale ha un minimo di circa 4 m.

Il Canale di Procida è limitato a Nord da Capo Miseno con la cittadina di Bacoli: la costa è bassa e sabbiosa in corrispondenza del lago e del porto di Miseno. A Sud l’isola di Procida, con il suo porto e i relativi bassi fondali, crea l’altra sponda del canale. Dal centro e verso Nord, vi sono diverse secche e scogli affioranti: la più centrale è la Secca del Torrione segnalata da una meda luminosa elastica cardinale Sud (n. 2354).

Altre secche vi sono anche a Sud di quelle del Torrione (sotto il quale si deve passare per avere un buon fondale): la prima che si incontra è la secca di Marsiglia, con fondale minimo di 6 m. A Nord del canale sono posti sul fondo numerosi cavi elettrici ed è pertanto proibito sostare, pescare o gettare l’ancora. L’isola Vivara, parco naturale protetto, è coperta da una fitta vegetazione; sulla cima si trova una torre.

Da Procida vi si accede a piedi, poiché il transito è vietato a causa della presenza di un punta che fa da sostegno per una tubazione d’acqua sospesa. Nella cala che si forma tra le due isole c’è un buon ridosso. A Ischia la Secca del Santuario si trova circa 750 m a WNW dall’imboccatura del porto di Casamicciola: il cappello roccioso si trova a 2,50 m sotto il pelo dell’acqua ed è molto pericoloso specialmente per la sua inaspettata posizione al largo. Rispetto all’andamento della costa, Punta del Socc. è ben visibile per la presenza della Chiesa del Socc. di color bianco.

Nell’interno, nel centro abitato di Forio, si scorge una vecchia torre, chiamata Torrione. Prestare attenzione agli scogli Lorio, affioranti in vari punti a SW della punta, alla secca poco più al largo, con un minimo di 1,5 m ed agli scogli Camerata che si trovano invece a Ovest del molo foraneo di Forio. Punta Imperatore, punto cospicuo dell’isola, è ben riconoscibile per la presenza di una torre addossata a una costruzione a 2 piani, tutta bianca, sul quale si trova il fanale n. 2398. Il lato Sud del capo è ripido e piuttosto elevato. Visibile dal mare è il santuario di S. Nicola posto nei pressi della vetta del M. Epomeo.

Si segnala la presenza di una secca che si estende per 200 m verso W, con un fondale di 3 m. A Nord del faro, vi è, ben evidente e di colore scuro, lo scoglio Pietra Nera che fa il trio con gli altri due: la Pietra Bianca e la Pietra Rossa. Superato Capo Negro, dopo una stretta e piccola insenatura, si trova Punta del Chiarito caratteristica per la propria forma singolare.

La precede Punta S. Angelo, collegata a terra da una bassa lingua di sabbia, sulla quale vi sono delle abitazioni di pescatori. Nella parte alta si trova l’omonima torre diroccata, a quota 106 m. Questa piccola penisola crea due baie adatte ed utilizzate per l’ormeggio in rada. A Ischia Ponte, sul tondeggiante isolotto naturale, si eleva il Castello Aragonese, collegato a terra da un passaggio artificiale, da cui deriva lo stesso nome della località.

Tavola 16B Isola Di Capri

A Capri sono due i fari. Il faro del Capo Tiberio (il n. 2600) è descritto nella carta precedente. In alto, a quota 334 m, sorge la chiesa di S. Maria del Socc.. La costa a Sud del capo è scoscesa e compatta; il fondale è subito profondo. Punta Carena, all’altro estremo dell’isola, si protende all’estremo SW dell’isola. Le sue coste sono rocciose e frastagliate: è dominata dalla Torre della Guardia, visibile solo dal largo. Il faro n. 2612 si trova, a Punta Carena, su di una torre poligonale, posta su costruzione a 2 piani, dipinte di bianco. Il porto, nella parte settentrionale, è nella rada di Marina Grande e nella bella stagione è spesso molto affollato. In rada si può ormeggiare fuori dal porto, sul lato di ponente.

A lavante con il maestrale è meno riparato. Con forti venti settentrionali si può ancorare a Marina Piccola, nella bella rada delimitata a E dai Faraglioni. Assai caratteristici, i Faraglioni hanno una forma conica, sono altissimi ed appuntiti. Uno dei due, quello a Nord, è facilmente riconoscibile per la presenza di un bellissimo arco naturale. Le acque intorno a questi scogli sono molto profonde. Punta Tragara, a Sud della quale essi sorgono, termina con un elemento roccioso anch’esso conico ed appuntito. Altre cale per l’ormeggio con il bel tempo sono: davanti alla Grotta Verde e a Cala Ventrosa, sul lato S, la Cala della Grotta Bianca, vicino il Faraglione di Matermania, a E, e la Cala del Rio a W, riparata allo scirocco ma con alcune difficoltà nell’ancoraggio per gli alti fondali.

Tavola 17 da Capo Sottile a Punta Licosa con il Golfo di Salerno

Amalfi è situata sul mare e contornata da verdeggianti monti. Ad E dell’abitato s’innalza la torre dello Ziro mentre ad Ovest la Torre di Pargerola semidiroccata. Passato Capo d’Orso siamo in pieno Golfo di Salerno. Lungo la costa rocciosa del golfo notevoli e svariati sono i punti cospicui. Spicca la Torre Normanna all’estremità E di Cetara nel cui paese si trova la cupola verde della chiesa con piccolo campanile ben visibile dal mare. Proseguendo, si nota l’alto picco del Monte S. Liberatore che domina Salerno.

Ad Est della sommità del monte si vede una costruzione bianca di un vecchio convento a ridosso di una parete rocciosa. All’estremità del monte si erge una croce illuminata da fari. La zona a SE di Salerno si presenta con spiagge lunghissime e sabbiose alle cui spall

e si apre una zona di pianure sino quasi ad Agropoli. La costa vicino Agropoli si rialza. Punta Licosa è un punto cospicuo della costa che degrada verso il mare. Vi sono costruite poche case facenti parte del paese. Ben visibile è la chiesa del paese S. Antonio di colore bianco, che sovrasta il paese. L’isolotto di Licosa ha sopra di esso una torre cilindrica bianca, alta 9 m, sulla quale si trova il fanale n. 2664. Ad Ovest dell’isolotto di Licosa si segnala la presenza delle secche omonime costituite, nella zona più bassa, da una parte rocciosa ricoperta da sabbia.