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Porti della Calabria

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Porti della Calabria 2018-02-03T17:52:22+00:00

Porti della Calabria

Tavola 19 Da Punta Iscoletti a Capo Bonifati con il Golfo di Policastro

Il Golfo di Policastro è contornato dalle montagne, Monte Bulgheria, Monte Coccovello e Monte S. Biagio che scendono a picco sul mare. Prima di Scario e dopo Sapri, le coste sono alte e rocciose; la parte centrale di Policastro è invece bassa e sabbiosa. A mezza costa spicca una torre quadrangolare. Proseguendo all’altezza di Scario vi è una torre addossata a costruzione a 2 piani tutte bianche, sulla quali si trova il fanale n. 2672.

All’altezza di Capo Bianco, all’interno di un’insenatura di forma quadrata con sponde rocciose, si trova Sapri. Sull’estremità NW dell’insenatura si trova una torretta merlata quadrangolare alta 4,5 m rossa sulla quale si trova il fanale n. 2676. A Nord della cittadina di Maratea, tutta costruita in alto, sulle pendici della costa montagnosa, si trova una boa con miraglio ad X, che segnala il terminale di una condotta sottomarina: a terra, in corrispondenza, vi è una torre, mentre si vede molto bene il paese ed ancor più una statua votiva (Statua del Redentore) alta ben 22 m e posta a circa 630 m. La statua è il più visibile elemento cospicuo della zona, lungo tutto l’arco dell’orizzonte anche di notte: nei mesi estivi giugno-settembre, la statua viene infatti illuminata. A Sud di Maratea, l’isolotto S. Ianni si presenta ben staccato dalla costa, alquanto basso sull’acqua, (non più di 8 m). La cima è segnata da una croce: in buona parte l’isolotto è coperto da vegetazione.

Provenendo da Nord, nel passaggio tra l’isola e la costa, porre attenzione agli scogli e ai bassi fondali sotto costa, nonché alla secca della Giumenta che si trova proprio sul prolungamento della rotta mediana parallella alla costa. La parte alta della secca ha una quota di 1 m, ma sia verso riva che al largo, il passaggio è agevole. L’isola di Dino è tuttora staccata da terra per un breve passaggio d’acqua navigabile solo in parte inquanto una lunga lingua di sabbia si estende ora da terra. Essa è pressochè ricoperta di verde con alcune costruzioni che vi si intravedono; le pareti sono scoscese fino al livello del mare.

A terra una strada termina in corrispondenza dell’isola, con ampi parcheggi ed un ristorante-bar, creando movimento turistico. Capo Scalea è una struttura compatta (tipo altipiano) e arriva sul mare con coste ripide intorno a quota 100 m. La costa cala rapidamente verso il paese di Scalea. Poco al largo dell’abitato vi è una secca insidiosissima con scogli affioranti non visibili in acque calme: il nome (Secca della Giumenta) non deve porre confusione con quella nelle vicinanze dell’isola di S. Ianni. La costa fino a Capo di Bonifati non offre ridossi particolari. L’Isola di Cirella, a SSW di Cirella, può dare riparo momentaneo. Nel centro del canale tra la terra e l’isola c’è un fondale di 11 m. Capo Tirone è circondato da scogli e secche fino a circa 300 m al largo.

Tavola 20 da Capo di Bonifati allo Scoglio Formicola

Il faro n. 2684 di Capo Bonifati è posto su un traliccio con riservetta, recintati da un muro bianco. A Nord del faro sorge la torre del Capo, assai ben visibile dal mare. Più a Sud vi è Capo Testa, ai piedi del quale sorge il porticciolo di Cetraro. Sia a Nord che a Sud del centro abitato di Paola, la costa è costituita da una ininterrotta spiaggia.

A Nord scandisce il litorale la Torre di Fuscaldo, di colore bianco a forma cilindrica: all’interno il paese omonimo sorge su di un colle. A Sud si distingue invece un castello diroccato, che si erge su uno sporgente di roccia: alle spalle il paese di S. Lucido. Il paese di Paola si distingue per le costruzioni di carattere recente ed è ben visibile per la posizione dominante. Si nota anche un v.dotto con delle arcate che collega il paese al mare ove è allestito il faro n. 2688, su di una torre a base quadrata.

Lungo tutto il litorale corre la ferrov. ed, ogni tanto, se ne scorge qualche elemento particolare come pali di linea, serbatoi, costruzioni diverse. Gli Scogli Isca, poco a Nord di Amantea, si stagliano a circa mezzo miglio da terra e il maggiore è alto 12 m. Più a Sud lo Scoglio Formicola, alto poco più di mezzo metro, è a circa 500 m. da terra, a SW di Torre Guardia.




Tavola 21 Dallo Scoglio Formicola a
Capo Vaticano con Il Golfo di S. Eufemia

l faro di Capo Suvero, n. 2692, domina poco in alto la spiaggia; è posto su di una torretta ottogonale, a sua volta sita su di una costruzione a due piani dipinti di bianco. All’interno si scorgono i due paesi di Gizzeria e di Falerna, arroccati nelle prospicienze di Monte Mancuso, alto 1289 m. Sulla vetta sono evidenti i tralicci e le antenne paraboliche di un impianto militare radar. Oltre Capo Suvero, a Sud, la costa si apre e si spiana nell’ampio golfo di S. Eufemia, caratterizzato da una lunga spiaggia davanti alla si può ormeggiare facilmente. Orograficamente e geograficamente il Capo Vaticano si pone come punto notevole per le rotte da e per lo Stretto di Messina, nonché quale punto del continente più vicino alle Isole Eolie.

Il promontorio si presenta compatto nelle parti alte che superano i 600/700 m. Al livello del mare la costa è movimentata e rotta in alternanze di spiagge, speroni rocciosi e secche. Il faro n. 2708 è posto a mezza costa a 120 m sul livello del mare, su di una torretta cilindrica accostata ad una costruzione bassa, di colore bianco, e vicino all’antenna del radiofaro. Le scale visibili da SW, portano fino alla spiaggia dove arriva anche la strada. Circa 200 m al largo del Capo, emerge lo Scoglio Mantineo ed a circa 1.000 m a SE si trova la Secca del Monaco. Sottocosta, un miglio a SE, si trova lo Scoglio della Galea, collegato a terra da una scogliera e ben visibile sia da Nord che da Sud.

Tavola 22 da Capo Vaticano a Reggio Calabria
con il Golfo Di Gioia e lo Stretto Di Messina

Da Nicotera si snoda una lunga spiaggia fino a Capo Triari, dove la costa diviene rocciosa e dirupata. A SW di Bagnara riprende una stretta spiaggia che si alterna a punti rocciosi. A poco meno di mezzo miglio a E del Castello di Scilla, a circa 170 m. da terra, emerge basso sull’acqua lo Scoglio Pietra Vuoia che essendo poco visibile rende pericoloso l’approccio al porto. Da Scilla siamo alle porte dello Stretto di Messina.

Tavola 23 da Reggio Calabria a Bovalino Marina

Superando la zona di Reggio Calabria e la Punta di Pellaro, il Capo dell’Armi si presenta di roccia compatta, bianca e con la costa a picco sul mare. A 125 m di altezza, è posto il faro n. 3380, in una torre ottogonale sopra una costruzione a due piani, di colore bianco. Nei pressi si trova la vecchia stazione segnali, con una costruzione dipinta a scacchi. A mezza costa si notano il tracciato della strada, le opere murarie e le arcate ad essa relative.

Sempre nel proseguimento della costa alta e rocciosa, con una spiaggia a livello del mare, il Capo Spartivento si evidenzia con la costruzione del faro n. 3384, posto su di essa in una torre quadrata, tutto di colore bianco. Nelle vicinanze, verso NW, si nota l’ex semaforo costituito da una torre cilindrica addossata ad una costruzione ad un piano. Nelle prossimità del capo, verso SW, a circa 250 m da terra, vi sono due secche con un cappello di circa 1-2 m. Tra i due capi non ci sono ripari, salvo il porto in completamento a Bova Marina. Di solito, con venti settentrionali, questo tratto è spazzato da raffiche provenienti dai canaloni dell’Aspromonte, e passando i due capi improvvisamente ci si può trovare forte vento. Dopo Capo Spartivento la costa è bassa e sabbiosa, con dietro colline e poi montagne.

Tavola 24 da Bovalino Marina a Punta Stilo

La costa corre con una spiaggia e montagne che fanno da sfondo. Coronata da alti e ben visibili monti retrostanti, la Punta Stilo si presenta alquanto bassa, con un poggio alle spalle sul quale è posto il faro n. 3388, su di una torre ottogonale dipinta a fasce bianche e nere, con dietro una costruzione ad un piano. Oltre la punta, verso Nord, si apre il ventoso golfo di Squillace.

Tavola 25 da Punta Stilo a Punta Staletti

Nel Golfo di Squillace soffia spesso il vento, anche se al largo è calmo. La costa non presenta caratteristiche particolari. A Nord di Soverato e fino a Punta Staletti si forma un largo arco che permette l’ormeggio su un fondale di sabbia buon tenitore, ma pericoloso con tramontana o scirocco.

Tavola 26 da Punta Staletti a Crotone con Capo Rizzuto

Una larga spiaggia corre davanti a Marina di Catanzaro verso NE. Tra Le Castella e Capo Rizzuto c’è un’insenatura dove si può ancorare. Ad un orizzonte di colline in declivio, si antepone un basso pianoro (20 m) con bordo roccioso, appena visibile al livello del mare. Spicca il faro n. 3396, posto a Capo Rizzuto in una torre ottogonale adiacente ad una costruzione ad un piano, dipinte di bianco.

Ai lati sono caratteristiche due torri, una per parte. Le zone di Le Castella, Capo Rizzuto e Capo Colonne hanno, ai propri piedi, delle secche; le più insidiose sono proprio a Capo Rizzuto con fondali di 4 m, anche alquanto al largo. Anc

he al largo di Le Castella, a 900 m dalla costa, si trovano due secche con fondali di 3,5 m, mentre, sulla costa, si notano i resti di un castello e poco a destra un serbatoio. Capo Colonne si biforca in due bassi elementi rocciosi (quello a Sud è chiamato Punta Cicala) nel proseguimento del promontorio di Capo Rizzuto. Sul capo vi è il faro n. 3404, in una torre posta su di un edificio quadrangolare a due piani, il tutto bianco. Accanto, verso Sud, si nota un altro edificio. Come accennato, sotto il capo e per circa 200 m vi è una secca con 2 m di minimo. Verso NW, in direzione di Crotone e distante circa 1,2 M vi è il faro n. 3407, con nautofono su di una piattaforma, indicante il terminale di un metanodotto.

Tavola 27 da Crotone a Punta Alice

Si allunga la spiaggia alternandosi la sabbia e la ghiaia, e non ci sono pericoli per la navigazione, a parte delle piattaforme subito fuori Crotone. A Punta Alice il prolungamento, basso e sabbioso, presenta verso Sud una lunga fila di basse case bianche (il paese di Cirò Marina) e nei pressi delle stessa punta, un insediamento industriale con un grosso capannone, che spicca per la conformazione della facciata ad arco parabolico rivoltato e tutto finestrato.

Oltre al capannone, si notano dei serbatoi cilindrici ed altre costruzioni più basse. Il faro n. 3424, che segnala la punta, è posto su di una torre ottogonale molto alta, affiancata ad una costruzione, il tutto bianco.

Tavola 28 da Punta Alice a Punta Coscio

Da Punta Alice a Capo Trionto lungo la costa, a ridosso della spiaggia, dominano alcune montagne. Dopo il capo, basso e formato dalla foce del fiume Trionto, il litorale si appiattisce. A Punta Coscio sfocia in mare il Fiume Crati, 4 miglia a Nord di Schiavonea.

Tavola 29 da Punta Coscio alla Torre
di Scansano con il Banco Amendolara

Due alte montagne sono dal largo un buon punto di riferimento, a 11 M. a Nord di Punta Coscio: il Monte Sellaro, di 1439 m., e il Monte Pellari di 1336 m. Capo Spulico è molto basso e ricoperto di vegetazione. Nella parte centrale della larga baia fino alla foce del Sinni c’è lo Scoglio del Cervaro, poco visibile, a una quindicina di metri dalla spiaggia. La punta alla foce del Sinni è allungata e sabbiosa.